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Rieti, D'Onofrio attacca il presidente della Provincia: "Calisse riequilibri rapporto con l'università"

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Il futuro dell’Università di Rieti è pieno di incertezze e di qualche polemica. Alle dichiarazioni del sindaco Antonio Cicchetti arrivate l’altro all’interno delle quali il primo cittadino ha parlato apertamente di “operazione trasparenza”, hanno fatto seguito quelle del presidente della Provincia Mariano Calisse pronte a seguire i passi del primo cittadino. Arrivano ora a stretto giro di posta le dichiarazioni del presidente della fondazione Varrone Antonio D’Onofrio che cercano di fare chiarezza sulla vicenda legata alla Sabina Universitas bacchettando Comune e Provincia neanche troppo velatamente.
“Ogni volta che si avvicina l’approvazione del bilancio della Sabina Universitas, sembra che tutti premano per farne parte - attacca il presidente D’Onofrio -, salvo scomparire subito dopo, quando le parole lasciano il posto alla realtà”. Poi la risposta al sindaco di Rieti Cicchetti. “E’ finalmente realtà la remissione da parte dell’amministrazione Cicchetti del grosso debito che gravava sul Comune per il mancato pagamento delle quote consortili e questo è un bene”.  Poi la critica al numero uno della Provincia. “Il presidente della Provincia Mariano Calisse preso dall’entusiasmo parla di “ingresso di nuovi soci e di ampliamento delle quote partecipative”. Benissimo: potrebbe cominciare lui a dare l’esempio, magari riacquisendo le quote a suo tempo dismesse dall’ente e di cui in questi anni si sono fatti carico principalmente Fondazione e Comune. Sarebbe anche il modo per riequilibrare il rapporto che attualmente la Provincia ha con la Sabina Universitas, da cui ricava ogni anno 158 mila euro circa per l’affitto della sede ai Geometri a fronte di un esborso tra 6 e i 7 mila euro per effetto dello 0,75% della quota societaria detenuta”. 
Poi il tasto trasparenza toccato dal Comune. “Il sindaco Antonio Cicchetti e il vice sindaco Daniele Sinibaldi insistono sul tasto della trasparenza, del taglio dei costi di gestione e sul possibile cambio dell’assetto societario della Sabina Universitas. E’ esattamente quello che la Fondazione chiede in tutte le sedi da almeno 3 anni, da ultimo sollecitando una due diligence sui conti del consorzio che i soci in sede di assemblea hanno avallato ma che stiamo ancora aspettando. E’ per amore di trasparenza che due anni fa non abbiamo nominato un nuovo presidente del consorzio e tre settimane fa il consigliere espresso dalla Fondazione si è dimesso dal cda. Se trasparenza deve essere che lo sia fino in fondo: solo così, definito il passato e sistemato il presente, potremo passare a investire sul futuro dell’esperienza universitaria in città”.