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Morto dopo essere caduto da un tetto di un capannone. Rifondazione: "Omicidio sul lavoro"

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Paolo Giomi
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Parla di “omicidio sul lavoro” Marco Bizzoni, responsabile lavoro del coordinamento regionale del Lazio di Rifondazione comunista, che, nel commentare l’incidente mortale avvenutomercoledì 14 ottobre all’interno della zona industriale di Fiano Romano, – incidente nel quale ha perso la vita un operaio di 67 anni che stava effettuando delle operazioni sul tetto di uno dei magazzini dell’area –, parla, senza mezzi termini, di “sguardo inefficiente o inerte delle istituzioni. Come Rifondazione comunista esprimiamo il cordoglio alla famiglia dell’operaio morto a Fiano, mentre era a lavoro per poter vivere dignitosamente”.

“Una morte – prosegue Bizzoni -, che denuncia l’inconsistenza della gran giostra di dichiarazioni mediatiche che, nei mesi scorsi, ha mosso i rappresentanti delle istituzioni del Lazio, con i loro vedremo, faremo, ci impegneremo. Se assessore al lavoro, presidente della commissione lavoro e consiglieri regionali avessero effettivamente visto, fatto e si fossero impegnati, oggi, forse, non saremmo qui a piangere un nuovo morto sul lavoro. La morte sul lavoro non può più essere considerata un incidente, visto che l’86% delle imprese sono fuori norma. Responsabilità precise sono in capo ai datori di lavoro, agli appaltatori, ma anche alle istituzioni, che dovrebbero controllare la sicurezza nei luoghi di lavoro, che però, nel corso degli anni, in ossequio a falsi risparmi e rispetto del patto di stabilità, non hanno avuto la cura di avere a disposizione strumenti efficienti di contrasto alle irregolarità nei luoghi di lavoro. Consentendo che gli ispettori del lavoro, per quanto riguarda il ministero, e gli ispettori della prevenzione, per quanto riguarda la Regione Lazio, diventassero così pochi da assicurare per ogni azienda 25 anni di impunità prima di venire controllate”.

“Nell’assenza di controlli, quelli che ‘pelosamente’ vengono definiti incidenti, sono dei veri e propri omicidi bianchi – tuona ancora l’esponente del Prc concludendo -, da tempo Rifondazione comunista chiede all’assessore al lavoro della Regione Lazio di attivarsi in modo non burocratico, o formale, affinché vi sia un effettivo ripristino della possibilità di controllare le aziende irregolari e salvare la vita a molti lavoratori”.