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Amazon di Castel San Giovanni apre le porte a taccuini e telecamere di Rieti per mostrare cosa sarà il polo logistico

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Paolo Giomi
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Il Centro distribuzione di Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) apre le porte a taccuini e telecamere della provincia di Rieti, per mostrare cosa arriverà il prossimo autunno a Fara in Sabina, nel polo logistico di Passo Corese. La struttura viaggia su ritmi elevatissimi, di lavoro e di affluenza di persone. Tutte i 1300 addetti impiegati a Piacenza sono assunti direttamente da Amazon, senza alcun passaggio esterno, ad eccezione della sola raccolta di curriculum dei profili di magazzino da parte delle tre agenzie di lavoro accreditate, Adecco, GiGroup e Manpower. Per il resto nessuna intermediazione, ma una scrupolosa ed accurata selezione da parte dei manager di Amazon, che visionano una per una le figure da inserire nei vari settori e nelle varie aree. L'organizzazione è dinamica e “orizzontale”: chi entra come operatore di magazzino può diventare area manager, seguendo regole stabilite e due semplici principi inviolabili: quello della qualità e della meritocrazia. La giornata tipo di un addetto di magazzino è spalmata su turni da 8 ore, con 30 minuti di “pausa” tra un turno e l'altro. Si lavora giorno e notte, ad eccezione di una pausa settimanale tra sabato e domenica, in cui i motori (forti) dello stabilimento si spengono per qualche ora. Per poi ripartire. Tutto è organizzato nel minimo dettaglio: dall'area “inbound”, in cui la merce entra nello stabilimento e viene stoccata attraverso una lavorazione meticolosa, all'area “outbound”, da dove i prodotti vengono impacchettati e confezionati per poi ripartire verso tutta Italia, con l'ausilio di nastri trasportatori di ultima generazione e macchinari sofisticatissimi. Non i robot, che non sono presenti a Castel San Giovanni, e che non saranno presenti neanche a Passo Corese. Così come non sarà presente il secondo capannone del “Prime Now”, la consegna entro un'ora che ad oggi, ufficialmente, non è prevista per il centro di Passo Corese. Dove invece è prevista una quantità di assunzioni limpida e trasparente, che per nulla impensierisce i manager sul quantitativo di risorse del territorio da impiegare sul posto. L'assunto è che la domanda sarà talmente alta che né Fara Sabina né la provincia di Rieti potranno saturarla, e che quindi, nel perimetro dei profili richiesti e delle qualità individuali dei candidati, ci sarà spazio per tanti. Non solo come ingresso diretto, ma anche nel corposo indotto, che non viene gestito direttamente da Amazon, e che sarà cura dei vari protagonisti del polo logistico – Consorzio Industriale e altri – ma anche degli stessi soggetti economici del territorio, gestire e valorizzare.