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Ambiente: idrogeno a emissioni zero. Quattro comuni del cratere si candidano per lanciare il progetto

Luca Feliziani
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Il progetto è della reatina Cinque International che ci lavora dal 2017 con la filiale italiana di Aecom, colosso americano dell’ingegneria, e con Ancitel Energia e Ambiente, specialista dei territori. Un progetto integrato ambizioso e innovativo, strutturato in moduli e legato alla produzione di idrogeno verde e allo sviluppo di nuove attività manifatturiere, che ha come obiettivo quello di rilanciare l’economia delle aree interne colpite dal terremoto. E in questo contesto il cratere reatino potrebbe ritagliarsi un ruolo di primo piano. Il Progetto è stato da tempo presentato al tavolo Idrogeno del MiSE e a Palazzo Chigi. La seconda fase ora prevede la firma di un protocollo d’intesa con quattro comuni del cratere laziale potenzialmente interessati (Amatrice, Antrodoco, Cittaducale e Rieti) per cominciare a fare sul serio. Per capire le reali opportunità che può offrire il nostro territorio. Qui infatti ci sarebbero tutte le condizioni per la realizzazione di investimenti incentrati sulle tecnologie dell’idrogeno ad emissioni zero. Per vari aspetti sarebbe una prima a livello mondiale, con Amatrice che potrebbe diventare la prima città a zero emissioni dell’intero Occidente, un modello cui ispirarsi a livello internazionale. Idrogeno verde per rilanciare il cratere, insomma. La ricostruzione potrà infatti rappresentare un’opportunità unica per i territori colpiti, se si farà ricorso a tecnologie innovative e sostenibili, in linea con le priorità dell’agenda europea e internazionale. Massimizzando così l’impatto sull'economia, sull’occupazione e, più in generale, sull’attrattività dei territori interessati. Insomma il progetto piace. Piace all’Europa, piace al Governo che con i ministri Patuanelli e De Micheli lo segue da vicino. Piace anche alla Regione Lazio che sta studiando le carte in commissione Infrastrutture. Interlocuzioni sono in corso anche in Umbria, nelle Marche e in Abruzzo. Ma il progetto piace anche ai quattro Comuni reatini che a breve firmeranno appunto un protocollo d’intesa con le tre società. “Riteniamo decisivo per il futuro del nostro territorio un ripensamento del tessuto produttivo, e in particolare del nucleo industriale, sfruttando le opportunità offerte dalle nuove forme di energia e dalla ricerca nel campo dell’innovazione e della sostenibilità ambientale - commenta il vice sindaco del Comune di Rieti Daniele Sinibaldi -. Siamo interessati a dialogare con realtà che propongono nuove forme di sviluppo, attraverso investimenti produttivi che potrebbero scrivere una nuova pagina per il rilancio delle aree interne. In questo contesto, il tema dell’idrogeno è sicuramente centrale e seguiamo con profondo interesse i progetti in corso”. La macchina si è messa in moto. Dove porterà è difficile dirlo, ma l’interesse bipartisan mostrato a tutti i livelli istituzionali fa ben sperare.