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Terremoto, la fuga dal'ufficio ricostruzione di Accumoli. Grido d'allarme del sindaco

Alessandro Toniolli
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Il commissario straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini si dice fiducioso sul fatto che con le ordinanze emanate, dopo il rallentamento imposto dal lockdown, sarà possibile il vero e proprio decollo del processo di ricostruzione. Ottimismo però frenato da una osservazione: il personale che viene assegnato ai comuni o negli uffici speciali del cratere dopo poco tempo lascia. Ad Accumoli su 21 unità di personale assegnate se ne sono andate via in 13 ed il sindaco Franca D’Angeli lancia l’allarme “occorre stabilizzare il personale”. Individuato in un processo burocratico assolutamente inadeguato il nemico ed il freno alla ricostruzione pubblica, ma soprattutto a quella privata, forse finalmente si è imboccata la strada giusta e con le ordinanze emesse si punta ad una forte semplificazione. La struttura commissariale, anche sull’esempio di quanto accaduto a Genova con la ricostruzione del viadotto Polcevera, acquisisce ancora più potere ed autonomia, ed anche grazie al contributo dei professionisti privati coinvolti ai quali viene assegnata la facoltà di certificare alcuni passaggi, si sta sperimentando un reale snellimento delle procedure. “Le pratiche - dichiara il Commissario Legnini - non sono molte ma vi è un lavorìo molto intenso presso i Comuni e gli istituti professionali che si accingono a presentare un numero spero elevato di domande con questa procedura, che dove è stata sperimentata ha funzionato molto bene: in 30-60 giorni, a fronte di un anno e mezzo-due del passato, il procedimento è stato concluso”. Quanto alla ricostruzione privata “c’è uno stock di pratiche private molto elevato, circa 8 mila, che seguono la vecchia procedura: abbiamo già adottato e stiamo per attuare nei prossimi giorni la decisione di estendere in via facoltativa ai cittadini e ai professionisti la nuova procedura per velocizzare l’esame delle pratiche pregresse”. Ed è proprio a questo punto che sorge il problema del personale preposto a smaltire questa mole di lavoro, e quella ancora maggiore che tutti speriamo arriverà, come testimonia il sindaco di Accumoli Franca D’Angeli “si tratta di un grossissimo problema che non riguarda solo Accumoli. Abbiamo personale assunto a tempo determinato che non vedendo una prospettiva di stabilizzazione non appena trova la possibilità di un concorso che garantisca il tempo indeterminato, o anche solo la possibilità di riavvicinarsi a casa, va via. Questo è un problema che incide in maniera profonda sulla ricostruzione. Le nostre strutture in questo modo faticano moltissimo, forse non tutti si rendono conto, ma il lavoro burocratico dietro la ricostruzione è enorme”. Il bisogno è quello di strumenti che permettano la stabilizzazione del personale, stabilizzazione che naturalmente non può essere immaginata a carico del bilancio dei comuni interessati. L’alternativa proposta dal sindaco è quella di formare una vera e propria task force con personale formato che possa intervenire ed essere di appoggio in caso di calamità, proprio come avviene con la Protezione Civile per i soccorsi.