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Hacker all'attacco del Comune. L'ex assessora Masotti attacca Cicchetti: "Non c'erano neppure i soldi per l'antivirus"

Alessandro Toniolli
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Sulla vicenda dell’attacco informatico ai sistemi del Comune di Rieti, la stessa amministrazione “smentisce che la cifra richiesta dai pirati informatici per mollare la presa sui sistemi comunali ammonterebbe a 500 mila euro in moneta elettronica”. Viene però confermato che “ad eccezione delle primissime ore a ridosso dell'attacco informatico, gli uffici, in particolar modo quelli che forniscono servizi al cittadino, hanno ripreso pienamente la propria funzionalità, come, ad esempio, l'ufficio servizi demografici o gli uffici finanziari e che sulla vicenda sta indagano la poltel”. Sulla vicenda dai contorni ancora da chiarire l’ex assessore Elisa Masotti attacca il sindaco Antonio Cicchetti, parlando di un “sistema informatico obsoleto e della scelta politica di non voler investire in quel settore”. Per la Masotti ci sarebbe anche stato un protocollo di collaborazione tra il Comune e la polizia postale che sarebbe stato “rallentato dalla struttura interna”. Era il 21 maggio quando Elisa Masotti rimise le proprie deleghe nelle mani del sindaco sostenendo di non essere stata messa nelle condizioni di lavorare al meglio, anche a causa dei “bastoni tra le ruote” piazzati dai “nemici”, chiaramente nemici interni. I fatti dei giorni scorsi sembrano confermare le convinzioni dell’ex assessore: “Quando mi sono insediata - dice - ho trovato un Comune molto arretrato dal punto di vista tecnologico. E' stato il centrodestra a dare il giusto peso all'ambito innovativo della digitalizzazione e della tecnologia ideando un assessorato al ramo”. Una volontà a detta della Masotti non confermata poi nei fatti, visto che “sui capitoli di bilancio di detto assessorato non è stata fatta la scelta, da parte del sindaco, di postare un minimo di fondi necessari per rilanciare il settore fattivamente. Più volte la sottoscritta ha sollecitato Cicchetti a potenziare il settore con capitale umano e investimenti economici ma evidentemente sono stati preferiti asfalti, manifestazioni culturali e (giustamente) servizi sociali, in un contesto storico così drammatico”.

Addirittura, entrando nello specifico “il dirigente Ciccaglioni e la dottoressa Arianna Simeoni (Sistemi Informativi e Banche Dati) faticarono molto addirittura per reperire le risorse necessarie per il rinnovo degli antivirus”. Nella conclusione si sottolinea il nesso causa - effetto “i nodi sono venuti al pettine. Spero che quanto accaduto serva al sindaco Cicchetti a comprendere quale sia la reale portata di questo settore. Meno lingue d'asfalto, meno bagni pubblici e più fondi per l'innovazione tecnologica” conclude l’ex assessore Elisa Masotti.