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Amatrice, la scuola è pronta per riaprire. Ma manca il preside

Luigi Spaghetti
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All’istituto comprensivo di Amatrice intitolato all’ex amministratore delegato Sergio Marchionne si lavora per la riapertura regolare del 14 settembre, la prima dopo l’emergenza pandemia. Il polo didattico costruito all’indomani del terribile sisma del 2016 e inaugurato nel novembre del 2019 si appresta ad ospitare 250 ragazzi dalla scuola dell’infanzia fino al liceo scientifico tradizionale e ad indirizzo sportivo internazionale.

Fin qui non c’è stato alcun problema di natura logistica relativamente alle restrizioni imposte dal rigido protocollo anti-Covid 19: aule e spazi interni ed esterni sono più che sufficienti così come i banchi singoli (già in dotazione) in grado di garantire agli studenti il distanziamento sociale richiesto. L’istituto si compone di cinque edifici separati in stile campus che ospitano gli alunni dell’infanzia, della primaria, delle medie e i liceali oltre naturalmente al convitto per gli studenti fuori sede. “E’ così già dall’inaugurazione della struttura – spiega l’assessore al Comune di Amatrice con delega alla Scuola, Giambattista Paganelli ma ovviamente sono state eseguite tutte le procedure richieste dal Ministero: quindi il responsabile della sicurezza ha calcolato la distanza che si poteva creare tra i vari studenti e non abbiamo avuto particolari problemi. Ovviamente tutti gli edifici sono separati e quindi anche per quanto riguarda gli ingressi, i corridoi sono sufficientemente ampi e abbiamo anche diverse uscite di sicurezza che ci permettono di gestire al meglio ingressi ed uscite degli studenti e del personale”. Insomma l’istituto comprensivo voluto dall’ex ad della Ferrari prematuramente scomparso e realizzato grazie alla donazione di quasi dieci milioni della scuderia di Maranello ha superato senza problemi il rigido protocollo imposto dalle norme anti-Covid. Tuttavia a rendere ancora incerto l’avvio regolare del nuovo anno scolastico è la carenza di organico. “Il dirigente scolastico Pier Luca Barbonetti è andato via e il nuovo reggente nominato, la professoressa Paola Zagnoli, ha rinunciato all’incarico. Ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico manca qualche docente di ruolo ma soprattutto noi del Comune non abbiamo un punto di riferimento con cui riorganizzare il trasporto degli studenti e il servizio mensa. E’ un peccato perché la nostra scuola è una vera eccellenza, all’avanguardia non solo a livello strutturale. Ma questo evidentemente non basta a convincere docenti e dirigenti ad accettare un incarico in una terra che porta ancora le cicatrici del sisma ma che si sta rialzando con grande orgoglio e dignità"