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Pescorocchiano, il sindaco: "Le poste siano aperte tutti i giorni"

Francesca Sammarco
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Il sindaco di Pescorocchiano, Ilaria Gatti, chiede a Poste Italiane l’apertura giornaliera dell’ufficio postale del capoluogo, che, dopo il lockdown, ha riaperto solo tre giorni a settimana. “Una decisione ingiusta e irrispettosa delle esigenze dei cittadini, in fila all’esterno, con ulteriori rischi legati al contagio – puntualizza Gatti – evitare assembramenti è una delle regole basilari e Poste Italiane in questo modo non ci aiuta”. L’attuale apertura dello sportello del capoluogo (sede del Municipio, banca, farmacia, servizi pubblici, esercizi commerciali) non è sufficiente a fronteggiare le utenze del territorio di Pescorocchiano e frazioni. “Chiedo alle autorità un intervento immediato per una apertura quotidiana e resto perplessa di come certi ragionamenti vadano a colpire sempre e comunque il cittadino che paga le tasse e che si ritrova sistematicamente penalizzato per la soppressione e/o la riduzione di servizi essenziali, necessari in un paese che ha visto negli ultimi tempi, a causa della pandemia, triplicare le presenze. La riapertura è avvenuta nel rispetto delle direttive sanitarie, perciò i dispositivi di sicurezza di cui l’ufficio si è dotato dovrebbero consentire una apertura in sicurezza per tutto l’arco della settimana, proprio per evitare assembramenti”. Poste Italiane ha risposto negativamente, adducendo motivi generici come volumi medi di traffico, tipologia dei servizi richiesti, bacini di utenza, dichiarando di mettere a disposizione strumenti alternativi quali canali on line, Atm. “Ma tanti cittadini devono comunque recarsi fisicamente presso l’unico sportello – replica Gatti - la popolazione è per circa il 70% anziana, non è in grado di utilizzare i più moderni dispositivi tecnologici che Poste offre. Attendo di conoscere le superiori ragioni che hanno motivato l’apertura ridotta, arrecando disservizio e disappunto nella cittadinanza, sempre più consapevole di doversi rivolgere a servizi postali distanti. Questa politica gestionale frammentaria e riduttiva nuoce a territorio e all’immagine stessa di Poste Italiane”, conclude il sindaco, che confida nell’ intervento del prefetto, al corrente della situazione, peraltro aggravata in tutto il Cicolano dalla carenza idrica, dalla chiusura dell’agenzia bancaria Unicredit di Santa Lucia di Fiamignano, il cui sindaco, Carmine Rinaldi, ha richiesto da tempo a Poste Italiane, di attivare il servizio Atm.