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Offeio, la sagra al tempo del Covid. I fagioli con le cotiche arrivano a domicilio

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Francesca Sammarco
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Un’estate senza feste e sagre: questi i tempi del Covid-19, che sarà ricordato anche per questo. Il comitato promozionale di Offeio, che ha sempre scandito la vita del paese con tante iniziative, non è stato con le mani in mano, dedicando tempo ed energie alla manutenzione del borgo. Con i tronchi dei pini della piazza, abbattuti per motivi di sicurezza, è stata realizzato il trenino della solidarietà; con l’aiuto di alcuni volontari sono state costruite nuove fioriere; sei panchine posizionate in diversi punti e sono state riportate a vista le pietre dei muretti, imbrattati di cemento. Ripulita e igienizzata la struttura gestita dal comitato, che ospita l’ambulatorio medico, le funzioni religiose e i funerali (i lavori per la messa in sicurezza della chiesa non sono ancora terminati e gli abitanti, stanchi di una situazione ormai insostenibile, hanno nominato un proprio legale. Gianni Melis suona le campane e controlla lo stato della struttura in caso di piogge violente). Ma all’evento clou dell’estate offeiana, la sagra dei fagioli con le cotiche del 17 agosto, non si poteva rinunciare e il comitato si è ingegnato per non spezzare la tradizione: a tutte le famiglie (residenti e villeggianti) i fagioli sono stati distribuiti in ciotole di terracotta. Gli aperitivi si sono trasformati in “momenti di condivisione spontanei e genuini a casa del primo che capita” e per i ragazzi ecco la “scartocciata” di pannocchie davanti al falò. “Non ci candidiamo a diventare il borgo più bello d’Italia – dichiara Paola D’Ippolito, presidente del comitato - ma vogliamo lanciare il messaggio che i nostri borghi meritano di essere valorizzati e tutelati dalle amministrazioni, noi da anni chiediamo il regolamento di decoro urbano”.