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Poliziotto investito sulla corsia di emergenza dell'A1, al Gemelli la visita del ministro Lamorgese e di Gabrielli

Paolo Giomi
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Sono stazionarie ma ancora gravi le condizioni di Daniele Benedetti, il poliziotto di 39 anni, originario di Marsciano, in Umbria, che nel tardo pomeriggio di Ferragosto è stato falciato da un’auto in corsa sulla corsia d’emergenza della bretella autostradale che collega il Raccordo Anulare all’Autostrada del Sole, tra gli svincoli di Settebagni e Castelnuovo di Porto. L’agente è uscito dal coma naturale, ma viene tenuto in coma farmacologico dai medici del reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, dove viene osservato h24 dall’équipe sanitaria del reparto neurochirurgico. La prognosi rimane riservata, e il quadro clinico è al momento stazionario. A far visita all’agente, nella serata di lunedì, sono arrivati il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che hanno incontrato la moglie di Benedetti e i due figli di 5 e 8 anni, giunti a Roma per stare vicino al poliziotto. Con loro il direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Marco Elefanti, e il direttore del reparto di terapia intensiva neurochirurgica dell’ospedale, Anselmo Caricato, responsabile dello staff che segue costantemente il 39enne. “Dopo due delicati interventi sono ancora gravi le condizioni di Daniele, poliziotto della Stradale di 39 anni, investito a Ferragosto sull'A1, durante il servizio, da un 'autovettura guidata da un uomo a cui era stata ritirata la patente - si legge in una nota diramata dal quartier generale della Polizia di Stato - Il ministro Lamorgese e il capo della Polizia, Gabrielli, di rientro dalla Tunisia, hanno incontrato la moglie, i due figli di 8 e 5 anni e i sanitari che si stanno prendendo cura di lui. Grande è l'affetto delle donne, degli uomini della Polizia di Stato e dei tantissimi cittadini che stanno sostenendo Daniele con messaggi di vicinanza”. Nel frattempo, sul fronte delle indagini, gli agenti della polizia cercano di ricostruire gli attimi che separano l’incidente, avvenuto intorno alle 18.30, e la confessione del 37enne di Torricella in Sabina, alla guida dell’automobile che ha investito l’agente, giunta solo a tarda serata. Un lasso di tempo all’interno del quale va inquadrata la condotta della compagna dell’uomo, una 43enne residente in un altro paese della Sabina e che al momento dell’impatto è stata trovata al posto di guida della Citroen C2 che ha falciato il poliziotto.