Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, fallimento Coop 76: 7 indagati per bancarotta fraudolenta. La Finanza scopre debiti per 13 milioni

  • a
  • a
  • a

Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Rieti hanno proceduto, nei giorni scorsi, alla notifica di un avviso di conclusione indagini preliminari (art. 415 bis C.p.p.) e informazione di garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica di Rieti, nei confronti di 7 persone, a vario titolo indagate quali amministratori (di diritto e di fatto), direttori nonché sindaci della nota Cooperativa Risparmio 76.

"Le indagini a suo tempo delegate dalla Procura alle Fiamme Gialle reatine - riporta il comando provinciale della Guardia di finanza -, avevano consentito nella prima fase di acquisire, anche attraverso perquisizioni e sequestri, indizi su comportamenti illeciti a di numerose persone, fra cui molti lavoratori dipendenti della cooperativa, nelle cui casse avevano versato somme rilevanti a titolo di prestito sociale. Successivamente, il 2 maggio 2017, sulla base delle istanze di molti creditori, delle relazioni dei 'commissari' nonché dagli esiti investigativi della Finanza, il Tribunale di Rieti emetteva sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza della cooperativa, e quindi del suo fallimento".

"A seguito della pronuncia, la Procura delegava ai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Rieti le ulteriori attività di polizia giudiziaria, il cui esito, unito alla consulenza contabile disposta dai pm titolari del fascicolo, ha consentito di recente di risalire a reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. A fronte, dunque, delle originarie contestazioni, si è giunti a poter contestare, non solo a carico degli amministratori, ma anche dei sindaci, in concorso, le fattispecie, aggravate dall’aver commesso più fatti di bancarotta".

"Nel concreto - prosegue la nota delle Fiamme gialle -, le ipotesi alla base del provvedimento notificato agli indagati, riguardano, per quattro amministratori (di diritto e di fatto), la tenuta delle scritture contabili obbligatorie da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto; l’aggravamento del dissesto economico-finanziario della cooperativa per non aver richiesto il fallimento; l’aver cagionato un ammanco dalle casse sociali, distraendo somme giacenti sui conti correnti relative al prestito sociale conferito dai soci, pari ad oltre 2.300.000 euro; il conferimento di rami d’azienda ad altre società senza ottenere alcun corrispettivo; il prelevamento di denaro contante dalle casse dei supermercati. Nei confronti di tre componenti dell’organo sindacale societario, che si sono succeduti nel tempo, sono state invece formulate, in concorso, ipotesi riguardante l’omesso controllo sui gravi comportamenti tenuti dagli amministratori. Il danno arrecato alla massa creditoria, rapportato alla determinazione dello stato passivo approvato, è stato quantificato per un importo superiore ai 13 milioni di euro".

"Con questo provvedimento giudiziario si torna a dare speranza ai molti creditori del fallimento e soprattutto ai dipendenti che avevano devoluto stipendi e risparmi al management della “storica” cooperativa che gestiva, tra gli altri, i noti supermercati di Rieti in viale Fassini e di Montopoli di Sabina e, nella fine degli anni 2000, di quello ubicato presso “I Cubi” di Villa Reatina".