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Ospedale Rieti, parti cesarei in calo

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Alla Asl di Rieti migliorano le cure nell'area cardiocircolatoria, di chirurgia generale e oncologica; l’azienda ottiene inoltre la migliore performance del Lazio per la riduzione dei parti cesarei primari. E’ la fotografia scattata da Prevale 2020, il programma regionale di valutazione degli esiti degli interventi sanitari nel Lazio presentati a Roma dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Da cui emerge come l’anno scorso più del 60% dell’attività svolta dall’Azienda sanitaria locale sia stata valutata di buona e media qualità. Con particolare riferimento, appunto, all’area cardiocircolatoria, di chirurgia generale ed oncologica. Inoltre, con il 24,62%, l’Azienda reatina ottiene la migliore performance per numero di parti cesarei primari a livello laziale. Il giudizio sull’area cardiocircolatoria è legato alla procedura di emodinamica utilizzata su una fascia di residenti della provincia, con infarto del miocardio acuto, che supera il 61,2% (contro una media regionale del 57,8%), un trend qualitativo che negli ultimi 3 anni è cresciuto costantemente, raggiungendo i +20 punti percentuali. Tra le valutazioni di buona e media qualità si inserisce anche la chirurgia oncologica, grazie ad una progressiva crescita delle performance del Percorso senologico e un abbattimento della mobilità passiva extra provinciale. La conferma arriva dalla percentuale di secondo intervento in caso di recidiva pari a zero, rispetto alla media regionale del 5,4%. Positivo, infine, il giudizio su alcuni indicatori per patologia, che misurano l’assistenza territoriale, su cui l’Azienda sta investendo sul piano delle risorse umane, economiche e strumentali. E’ il caso del numero di ricoveri per Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) che inquadrano Rieti come la provincia del Lazio che ricovera meno pazienti affetti da cronicità respiratorie. Un risultato ottenuto grazie all’attivazione e all’implementazione dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, dell’avvio del Piano delle cronicità e l’utilizzo di alcune tecnologie innovative come la Telemedicina. Soddisfatto il direttore generale della Asl, Marinella D’Innocenzo, che parla di un “miglioramento delle cure nell’ultimo anno sia a livello ospedaliero che territoriale”. Ciò a fronte di aree sanitarie che impongono una migliore organizzazione dei servizi, quella del pronto soccorso ospedaliero in particolare, su cui sarebbe interessante conoscere il gradimento da parte dei cittadini che vi accedono. “Il dato sulla riduzione dei parti cesarei - aggiunge il dg - ci ricorda il prezioso lavoro svolto dall’unità di Ostetricia e Ginecologia del de’ Lellis diretta dal dottor Felice Patacchiola, prematuramente scomparso. Si tratta di risultati che non ci devono però distogliere dall’obiettivo che ci siamo prefissati: permettere a tutti i cittadini della provincia di poter accedere a servizi efficienti e di buona qualità”.