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Tasse comunali, Tari e Imu restano invariate. Comune Rieti si prepara a incassare meno

Alessandro Toniolli
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L’aliquota Imu e la tariffa Tari a Rieti restano invariate. Di fronte al rischio di un minor gettito derivante dalla crisi coronavirus l’assessore al Bilancio Claudio Valentini dice che “il progetto di bilancio previsionale 2020 è improntato alla prudenza, ma dall’analisi del reddito della città, per lo più composto da lavoratori dipendenti e pensionati, potremmo sperare di non avere un grosso decremento delle entrate”.

Il realtà, in quanto approvato dal consiglio comunale del 23 luglio, per ciò che riguarda l’imposta municipale propria o Imu si trova una novità, infatti rispetto a quello che è avvenuto fino al 2019, nell’importo calcolato per il pagamento di quella imposta sarà compreso anche la cifra che precedentemente si pagava separatamente come Tasi, ovvero il tributo per i servizi indivisibili. Ma Valentini rassicura: “Si agevola il contribuente che invece di fare due versamenti ne farà uno unico, ma sarà la somma di Imu e Tasi. Le tariffe restano invariate”.

Resta invece tutto immutato per quanto riguarda il pagamento della tassa sui rifiuti, confermata al pari del 2019, con la facoltà di effettuare il pagamento dell’acconto in tre rate, oppure in un’unica soluzione. La rata a saldo dovrà essere corrisposta entro il 31 dicembre 2020. Sicuramente le attività produttive sono state quelle che maggiormente hanno risentito del lungo lock down e della crisi economica generata dal Coronavirus.

L’assessore con delega e vice sindaco, Daniele Sinibaldi, ammette che avrebbe voluto fare di più ma che “per quanto riguarda l’imposta sui rifiuti le attività produttive hanno ricevuto un modello nel quale dichiarare i giorni di chiusura, la quarta rata che sarà di conguaglio sarà stornata per la componente derivante dai conferimenti in base alle giornate di chiusura”.

“Non sarà una misura così impattante - aggiunge Sinibaldi -, soprattutto per quanto riguarda i grandi produttori di rifiuti come chi opera nel settore della ristorazione, perché chi ha proseguito l’attività con asporto o consegne a domicilio non potrà dichiarare quelle come giornate di chiusura. E’ però una operazione di giustizia e correttezza in un meccanismo che ha trovato lo Stato completamente assente, visto che non è stata messa in campo nessuna forma di indennizzo sui tributi locali, né tantomeno nessun trasferimento significativo a vantaggio dei Comuni. Facciamo risparmiare quel poco che possiamo. Le imprese continueranno però a beneficiare dell’esenzione per la Tosap e per le altre imposte come previsto per le zone vittima del terremoto”.