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Scuole, spunta un nuovo edificio del Comune a Lisciano. Patacchiola: "Si può utilizzare"

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Tra meno di due mesi riapriranno le scuole e molte sono le criticità da affrontare per dirigenti, docenti alunni e genitori: misure anti Covid con organizzazione delle classi, probabili ingressi scaglionati e turni pomeridiani, banchi singoli per distanziamento e test e tamponi al personale. E a Rieti? La situazione non era rosea prima e oggi si presenta ancora più difficile, con strutture scolastiche comunali e provinciali che si portano ancora dietro gli strascichi del sisma e nuovi edifici o moduli mai realizzati. Molti i punti in sospeso, come la scuola di Villa Reatina, a Piazza Risorgimento, chiusa al momento, di cui i cittadini chiedono di recuperare l'immobile. E poi il completamento del polo scolastico di Campoloniano, approvato con delibera di giunta a seguito dell’opportunità offerta dalla San Giovanni Bosco Foundation di realizzarlo a costo zero. Tante le polemiche che la questione scuole porta con sé. Ne sa qualcosa l'ex assessore Alessandro Mezzetti, oggi capogruppo Pd in consiglio comunale: “Ancora ricordo - dice - le crociate dei comitati per la sicurezza delle scuole dopo il sisma del 2016. Ricordo persino un’incursione delle Iene al Marconi, i comizi elettorali con la destra che si agitava facendo suo un tema caro a tutti come quello della sicurezza delle nostre scuole. Diventarono tutti ingegneri, cittadini e genitori, e con l'avallo di una parte politica spinsero per la richiesta di moduli scolastici. Furono alimentate paure, le stesse che poi vennero dimenticate. I fatti però confermano che l'unico risultato sull'edilizia scolastica risale alla giunta di centrosinistra con l'apertura della prima ‘stecca’ della media di Campoloniano. Dopodiché nulla. Solo chiacchiere, passate da una delibera di consiglio che prevedeva che una fondazione italo-inglese regalasse una scuola al Comune. Fandonie. Ci sono interrogazioni consiliari cui nessuno ha mai risposto. Proponemmo un piano di delocalizzazione per fare gli adeguamenti sismici, addirittura la Fondazione Varrone propose una scuola di emergenza dove far ruotare i plessi scolastici nel periodo dei lavori. Il risultato è fumo e zero cantieri scolastici. Eppure con le scuole chiuse da marzo, causa Covid, si sarebbe potuto iniziare, avendo il tempo e gli spazi disponibili”. C’è qualcuno che prova però a indicare una strada. E’ l’ex consigliere circoscrizionale Eligio Patacchiola che in una lettera al Comune segnala l'esistenza in via Cerenaro a Lisciano di uno stabile (ex scuola elementare ) di proprietà della stessa Amministrazione. “L'edificio si presenta in ottime condizioni e ha, adiacente, un'area di circa 600 metri quadri; nel 2009 visitai l'intero stabile riscontrando ottime condizioni: vi erano, in particolare, locali molto grandi, probabilmente già adibiti a classi numerose, che oggi con divisori e arredi adeguati potrebbero ospitare gli alunni in sicurezza”.