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Passo Corese, muore a 76 anni Luciano "Tempestino" Proni. Un pezzo di storia del paese

Paolo Giomi
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Se n’è andato a 76 anni, dopo una lunga battaglia con la terribile malattia che, alla fine, ha avuto la meglio su di lui. All’anagrafe Luciano Proni, per tutti “Tempestino”, una delle figure forse più significative della storia di Passo Corese. A molti, tra i giovani e i giovanissimi, può darsi che non dica nulla, ma non c’è una persona tra i più grandi, primi abitanti della popolosa frazione farense, a cui la notizia non abbia inumidito gli occhi.

Perché Luciano “Tempestino” Proni, oltre a viverlo Passo Corese, lo ha amato come pochi altri, dispensando esperienze ed insegnamenti a chi lo ha frequentato, da giovane, ed ha poi continuato a frequentarlo, fino alla fine. Un nomignolo diventato presto più famoso del nome di battesimo, come si addice ai temperamenti di un certo peso: per il suo carattere “fumantino”, dietro al quale però si nascondeva un’indole diametralmente opposta. Perché “Tempestino” era un uomo dalla generosità rara, e che proprio su quella generosità ha impostato la maggior parte della sua vita.

Una vita rocambolesca, piena di avventure, di storie, di verità: non c’è un racconto, in quella “vecchia” Passo Corese che oggi si respira a malapena, che non lo riguardi in qualche modo. Lui che ha saputo trasformare una professione artigiana (quella del pittore edile, del mattonatore, del muratore, del carpentiere, e di ogni altro si rendesse necessario nell’edilizia) in un’espressione d’arte pura. Basti pensare che alcune delle sue “opere” sono state riprese addirittura dall’alto, in elicottero. E anche la sua casa, tra via Lorenzo Rocci e via San Lorenzo Siro, a Passo Corese, dove da ieri mattina decine e decine di persone si sono recate a rendere omaggio, era espressione viva del suo grande estro.

Ma c’era molto di più di quel che offriva la vista, dietro a quell’estroso ed eccentrico personaggio conosciuto a tutti. Una vita di generosità, di solidarietà, di aiuti spontanei e mai rivendicati verso il prossimo, a volte anche a discapito dell’interesse e del benessere personale. Chi lo ha conosciuto davvero racconta di donazioni anche importanti a strutture sociali, soprattutto dedicate al sostegno di giovani in difficoltà. In silenzio, senza mai farsi troppa pubblicità.

Dopo una gioventù da rockstar, col passare degli anni “Tempestino” ha vissuto e frequentato sempre le vie di Passo Corese, la “sua” Passo Corese. Da dove, nonostante i tanti viaggi e le infinite trasferte lavorative e personali, non si è mai allontanato. E dove ha combattuto la sua battaglia più grande, contro la malattia che alla fine, ieri mattina, lunedì 20 luglio 2020, se l’è portato via. Lascia una moglie, una figlia e un nipote.

I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, alle 16 e 30, presso la chiesa di Santa Croce, a Passo Corese. Purtroppo le disposizioni sull’emergenza sanitaria imporranno presenze limitate e distanziamento sociale. Altrimenti, per “Tempestino”, sarebbe stato un bagno di folla.