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Amatrice, sfratto per i ragazzi dell'associazione di Sant'Angelo. Appello per fermare la procedura

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Con una lettera inviata alle massime autorità nazionali, regionali e locali; da quelle religiose, che vano da Papa Francesco al Vescovo della Diocesi di Rieti, Domenico Pompili, a quelle civili, che passano Regione, Comune di Amatrice e Prefettura, circa 25 giovani soci dell’associazione “Insieme Per Sant’Angelo” chiedono che venga scongiurata la chiusura della sede dello storico gruppo che ha tenuto in vita, di fatto, una delle frazioni completamente distrutte dal terremoto del 2016. Chiusura che passa per uno sfratto intimato dal Comune di Amatrice (tra i destinatari della missiva c’è anche il sindaco, Antonio Fontanella, firmatario dell’ordinanza, ndr) entro il prossimo 20 agosto, ovvero lunedì prossimo, data in cui i tesserati e i soci dovranno riconsegnare l’immobile, con chiavi annesse, all’ente locale.

Sui contorni della vicenda, al momento, non è dato sapere molto. E l’unico atto pubblico che si trova sul sito del Comune di Amatrice è quello relativo alla revoca della convenzione per l’utilizzo del centro sportivo-ricreativo della frazione di Sant’Angelo. Una risoluzione anticipata “ipso iure” che, neanche a dirlo, trova fondamento nei soliti lacci e lacciuoli della burocrazia italiana, che anziché risparmiare le terre del Centro Italia martoriate dal sisma, sembra essersi accanita contro di essa.

Qualora le due cose siano effettivamente coincidenti, l’origine della contesa si trova in alcuni interventi effettuati sullo stabile che, da convenzione stipulata (nel 2005, 11 anni prima del terremoto!), sarebbero dovuti essere concordati tra Comune e gestore della struttura. Cosa che, secondo quanto deliberato dall’ente, non sarebbe avvenuto, palesando una situazione di inadempienza da parte dei gestori. Almeno secondo i sopralluoghi effettuati alla fine del 2019 dalla polizia municipale, che avrebbe palesato queste non meglio specificate irregolarità.

Fatto sta che ora i soci dell’associazione “Insieme per Sant’Angelo” chiedono che lo sfratto venga bloccato: “La nostra frazione – scrivono – è stata spazzata via quasi tutta durante il terremoto del 24 agosto 2016, e questa struttura, tra le pochissime rimaste in piedi, ha mantenuto il suo ruolo sociale, funzionando in primis, a partire dalla notte stessa del terremoto, da base di appoggio per le tante persone sfollate, residenti del posto e non, e, nei mesi successivi alla catastrofe, da luogo d’incontro per gli abitanti di tanti altri paesi prossimi al nostro e per persone provenienti da tutta Italia. Per noi giovani è stata fondamentale. Quel posto, da luogo nel quale giocare a carte la sera ed organizzare cene paesane, è diventato la casa comune di molte persone e l’unico legame materiale rimasto con Sant’Angelo”.

Da qui la richiesta di scongiurare la revoca della convenzione: “A partire dal 20 luglio non sapremo dove andare per continuare a vivere e sostenere il nostro paese – scrivono ancora gli associati - in questo modo ci viene negata senza alternative la possibilità di rimanere in rapporto gli uni con gli altri, compromettendo pesantemente il nostro futuro e la nostra presenza a Sant’Angelo e ad Amatrice, a partire da quest’estate e per sempre”.