Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sanità, protestano i precari del 118: "Per noi niente bonus Covid. E' un'ingiustizia"

Paola Corradini
  • a
  • a
  • a

“Basta Bugie. Gli eroi del Covid abbandonati dalla Regione Lazio” è con questo slogan che manifestano in piazza Oderico da Pordenone, davanti al palazzo della giunta regionale, gli operatori del 118 di tutto il Lazio compresi quelli della sede di Rieti e delle postazioni provinciali. Intento della protesta quello di puntare l’attenzione sui loro diritti.

Uomini e donne che, anche durante il periodo dell’emergenza, hanno prestato il loro lavoro senza risparmiarsi, si sentono abbandonanti dalla Regione. Il sindacato autonomo dei lavori sottolinea la differenza tra dipendenti pubblici e privati che operano all’interno del 118 con i primi che hanno trovato il premio in busta paga mentre gli altri sono stati esclusi nonostante, durante la pandemia, abbiano lavorato fianco a fianco per soccorrere i malati e salvare vite.

“Vogliamo far presente all’assessore regionale alla sanità D’Amato – si legge in una nota – che ci hanno chiamato eroi anche se poi ci considerano una categoria di serie B considerando che il premio è stato riconosciuto anche a quanti hanno prestato servizio all’interno degli uffici 118 davanti ad un computer o ad un telefono. Da qui si evince una discriminazione sociale”. Quindi la manifestazione di oggi vuole essere un richiamo alla Regione che spesso “è estranea alla questione sanitaria fondata sui presidi territoriali, di fondamentale importanza per la sicurezza dei cittadini”. Quella legata alle professionalità che operano all'interno del 118 è una battaglia che si è riaccesa proprio in questi ultimi mesi dopo il mancato riconoscimento del premio per il lavoro svolto durante il periodo Covid da tanti volontari in prima linea mentre è arrivato agli operatori dipendenti Ares.

Intanto è del 2 luglio scorso la delibera con cui l'Ares 118, “data la carenza di personale e di mezzi propri” ha necessità “di integrare con risorse umane e tecnologiche il proprio assetto organizzativo facendo ricorso all'apporto di soggetti terzi autorizzati a collaborare con Ares per l'attività di soccorso sanitario in emergenza” quindi enti, associazioni e istituzioni di volontariato a carattere associativo con l'affidamento che avrà la durata di un anno con la possibilità di rinnovo per un altro.

In pratica si tratta di una proroga agli attuali operatori in attesa della reinternalizzazione che inizierà quest'anno con 38 mezzi per poi continuare nel 2021 e 2022 per un totale di poco meno di 100 ambulanze.