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Il deficit del Comune sfiora i 9 milioni

 L'ex sindaco Basilicata

Si allarga anziché ridursi il passivo

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Si allarga fino a sfiorare la cifra di 9 milioni di euro il passivo delle finanze del Comune di Fara Sabina, che nonostante i tre anni di “amministrazione controllata” dovuta al piano di riequilibrio avviato nel 2017 non solo non ha ridotto il saldo negativo, ma se possibile lo ha addirittura aumentato. E’ questa la lettura, impietosa, racchiusa nel rendiconto finanziario 2019, primo documento economico varato dal commissario straordinario Lorella Gallone. Il quale, nel mettere insieme i numeri, altro non ha potuto fare che certificare il buco. Un buco che, per forza di cose, genererà ora la redazione di un nuovo piano di rientro dal debito, spalmato sui prossimi 10 anni, per generare una vera e tangibile contrazione della spesa pubblica dell’Ente, non essendosi materializzato alcun risparmio per i cittadini di Fara Sabina negli ultimi 3 anni.
Al vetriolo, e non poteva essere altrimenti, il commento dell’ex consigliere di Fara Bene Comune e leader di “Sceltalibera”, Danilo Maestri, che tuona: “Il rendiconto approvato dal Commissario prefettizio certifica e conferma lo stato di dissesto economico del nostro Comune: risulta un disavanzo di competenze di circa tre milioni e mezzo di euro, e un debito complessivo – da ricondurre all’amministrazione Basilicata–Cuneo - di quasi 9 milioni; un debito che, nonostante i 3 anni di pre-dissesto finanziario dell'ente, si è tradotto ulteriormente in tagli ai servizi, aumenti delle tariffe, ritardi nei pagamenti, manutenzioni a richiesta delle strutture comunali Il debito complessivo sarebbe dovuto scendere in virtù di queste restrizioni – prosegue Maestri - ma a causa dei numerosi ‘buchi’ di bilancio e le numerose approvazioni di debiti fuori bilancio (come è accaduto ad esempio nell’ultimo consiglio comunale, dove la maggioranza si è ritrovata unita nell’approvarli) non è diminuito di un euro. Questa situazione era stata già segnalata da me al Comune con tre note alla fine dello scorso gennaio, individuando criticità per circa tre milioni di euro. In una di queste note avevo segnalato una sovrastima delle entrate derivanti dalle addizionali comunali per circa un milione, mettendo in discussione la natura e l’esistenza stessa dell'entrata. La sovrastima era stata esclusa dal segretario, che nella sua nota di risposta ha affermato: ‘lo scrivente ufficio ha posto in essere tutte le misure necessarie al riallineamento delle riscossioni’. Qualche giorno fa, quell'entrata ‘errata’ di circa 1 milione di euro è stata eliminata dal bilancio, causando un ulteriore debito di pari importo”.