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Terminillo, la petizione del Cai di Leonessa contro nuovi impianti oltre quota 15 mila firme

Paola Corradini
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“Obiettivo raggiunto. 15.000 volte grazie a tutti coloro che hanno firmato la petizione per salvare il Terminillo, la sua fauna e la sua flora”. Così recita il post sulla pagina ufficiale del Cai di Leonessa in merito alla petizione NoTsm, partita l'8 giugno scorso per fermare il progetto di ampliamento sciistico al Terminillo definito, dalle associazioni promotrici, "dannoso e fallimentare". A lanciarela raccolta firme proprio il Cai di Leonessa che, in meno di un mese, ha raggiunto 15.400 firme contro il nuovo progetto ancora al vaglio della Regione Lazio. A motivare il no di promotori e firmatari la convinzione che la realizzazione porterebbe “la distruzione degli ambienti naturali per consentire lo scavalco tra le valli, tutto ciò in un momento in cui il tema della crisi climatica è di grande attualità e il progetto Tsm è l'idea di sfruttare la montagna senza pensare al futuro con un'operazione impattante in modo deleterio”.

Le file degli oppositori al Tsm si ingrossano sempre più. L’auspicio da parte dei contrari è quindi una visione strategica per il futuro dei territori e del Terminillo, che vada però di pari passo con i nuovi scenari e non guardando solo agli ampliamenti sciistici. Obiettivo raccogliere più firme possibili da inviare alla Regione Lazio e all’Unione Europea. Il progetto presentato alla Regione Lazio, cui si oppongono i firmatari, prevede l’ampliamento degli impianti sciistici, strutture e attività per il tempo libero e lo sport per tutto l'anno. 7 rifugi in bioarchitettura, 7 nastri trasportatori amovibili in galleria, 37 km di piste di cui 17 già esistenti, 2 bacini di raccolta per impianti di innevamento programmato, 1 impianto di monitoraggio integrato per distacco programmato valanghe. Inoltre rimboschimenti compensativi per 13 ettari e rimozione di strutture impattanti sull'ambiente tra cui i vecchi impianti abbandonati.