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Rieti, la Uil: "L'80% dei commercianti del centro rischiano chiusura"

Tosti (Confcommercio); "Previsione allarmistica, ma i fatturati sono calati del 40%"

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E’ crisi nera per il commercio reatino e nonostante gli incentivi la situazione resta difficile. Addirittura per la Uil Lazio: l’80% delle attività del centro storico di Rieti è destinata a chiudere a causa del coronavirus, ma anche a causa del terremoto e della perdurante crisi economica. Tuttavia, Leonardo Tosti presidente di Confcommercio, pur riconoscendo la difficoltà del settore, contesta i dati e afferma che il primo nemico da combattere è la paura, e rivolge un ringraziamento ai parlamentari reatini per il contributo offerto affinché le istanze del territorio fossero ascoltate. Certo la situazione attuale è drammatica e il centro storico del capoluogo viene segnalato dalla Uil Lazio come il più colpito nella regione dal punto di vista delle attività commerciali con circa l’80% delle saracinesche abbassate. Una situazione determinata da una sfavorevole concatenazione di eventi di cui la Covid-19 è solo l’ultima, preceduta dal terremoto e da anni di grave crisi economica. Il rappresentante dei commercianti Leonardo Tosti espone i suoi dati “possiamo affermare che la maggioranza degli esercenti si sta confrontando con una riduzione drastica del fatturato, crollato a circa il 30 - 40% dei valori registrati prima della crisi da coronavirus, ma le aziende del centro storico che erano aperte prima della pandemia sono le stesse che sono aperte oggi”.

Nelle condizioni date è anche difficile immaginare iniziative “si possono fare pochissime cose, è complicato organizzare rispettando le norme imposte dal distanziamento sociale. Stiamo comunque cercando di organizzare qualcosa”. Ma la vera chiave di volta per poter aiutare la ripresa delle attività commerciali è il ritorno alla tranquillità nel rispetto delle norme “le notizie come quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che afferma che il peggio deve ancora arrivare porta la gente a restare in casa. Se le persone sono impaurite non escono di casa, questo porterà alla chiusura dei negozi - sottolinea Tosti -. Se chiudono le piccole imprese tutto il sistema subisce un danno enorme “senza i nostri versamenti di IVA, contributi ed altro potrebbe essere difficile anche pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici”. Anche le iniziative prese con la chiusura al traffico di alcune vie fatica a dare gli effetti desiderati “con una crisi di fatturato così profonda è difficile vedere effetti positivi, comunque iniziative per agevolare le attività di somministrazione e ristorazione sono state prese in tutte le città”. L’interlocuzione istituzionale è soprattutto rivolta al Governo ed in questo senso Tosti segnala la collaborazione di tutti i politici del territorio “Melilli, Trancassini e Lorenzoni hanno ascoltato la nostra voce”.