Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

L'“entusiamo” di Basilicata per le unioni civili non piace al suo partito

default_image

Paolo Giomi
  • a
  • a
  • a

Anche un post su “l'amore che vince” può scatenare una dura polemica. Nelle aule del centrodestra reatino non è passato inosservato il commento pubblicato sulla sua pagina Facebook dal sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata subito dopo aver celebrato la prima unione civile nella storia del secondo Comune della provincia. Un commento di gioia, appunto, per l'amore che vince contro i pregiudizi superando ostacoli ormai antichi. Commento da sindaco più che da uomo di partito - in questo caso Fratelli d'Italia - quello di Basilicata, che comunque non piace a Felice “Chicco” Costini, altro nome storico della destra reatina e provinciale, ex assessore del Comune capoluogo, ex candidato presidente della Provincia proprio a capo della coalizione che si oppose a Fabio Melilli e al centrosinistra (era il 2009), ma soprattutto da anni amico e “compagno” politico dello stesso Basilicata. Con il quale, pur avendo sposato una corrente diversa (quella di Gianni Alemanno, fuori dal perimetro di FdI), ha condiviso decine e decine di battaglie in tutta la provincia e non solo. Motivo più che sufficiente per esprimere, sempre via Facebook, tutto il dissenso per il post del sindaco di Fara Sabina: “Ti conosco e ti stimo da tanto tempo - scrive Costini a Basilicata - ma questo tuo ‘entusiasmo' mi lascia perplesso, molto perplesso. Sei un sindaco di Fratelli d'Italia, il tuo partito ha fatto la battaglia contro, la tua leader si è fatta pure il selfie al Family day per ribadire che la famiglia è solo quella naturale, e tu parli di giornata storica…Boh”. Non serve neanche fare un'associazione di idee per capire che Chicco parla del post sulle unioni civili, dal quale prende garbatamente le distanze. Scatenando commenti su commenti. Non solo dei militanti reatini, ma anche di alcuni pezzi storici della destra farense. Ed è proprio tra i diversi sentimenti generati dal post di Basilicata negli ex missini e negli ex Forza Nuova di Fara Sabina, tra chi prende a spada tratta le distanze del sindaco, e chi invece mostra non poche perplessità sulla sua posizione a favore delle unioni civili, che si trova la chiave di volta per poter leggere la versione 2.0 del Basilicata, sindaco e politico. Che il 34enne primo cittadino di Fara Sabina possa iniziare, in qualche modo, a sentirsi stretto nei panni di FdI non sarebbe un mistero. Già poco dopo la sua rielezione iniziò a circolare una voce, prontamente smentita dal diretto interessato, di una sua fuoriuscita dalpartito. E basterebbe un pizzico di onestà intellettuale in più e di retorica moralista in meno per capire che, ad oggi, Basilicata non è più in cima alla lista dei papabili all'eventuale “grande salto” nel perimetro reatino di FdI. Scalzato, per cause di forza maggiore, dal collega sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Non certo per volontà del primo cittadino colpito dal terremoto del 24 agosto, quanto per quelle regole non scritte (e neanche tanto belle) alle quali la politica molto spesso di appella per autoalimentarsi. Senza contare che il giovane sindaco di Fara, rieletto a furor di popolo dalla sua gente, giovane, preparato e determinato, rappresenta quella nuova classe dirigente molto poco piantata sugli steccati della vecchia politica, e più propensa ad un traversalismo di maniera. Finalizzato, nel caso in questione, a pratiche di buona amministrazione. Come quella dell'unione civile di qualche giorno fa. Che sicuramente avrà scontentato i vertici del partito, ma che rende bene l'idea di una classe politica nuova, più trasversale e meno legata a steccati e appartenenze. Piaccia o no.