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Rieti, parte la caccia di selezione ai cinghiali. I numeri degli abbattimenti

Troppi i danni dei cinghiali

Alessandro Toniolli
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Caccia di selezione sui cinghiali a tutela della sicurezza e per la prevenzione di danni ed incidenti: si conta di abbattere circa 90 capi nel territorio del montepiano reatino. Il lupo diventa una emergenza con presenze doppie rispetto a quelle sostenibili, provocando in un anno circa 150 mila euro di danni. A fare una panoramica sugli abbattimenti Antonio Cruciani presidente dell’Ambito Territoriale di caccia Rieti 2 “due anni fa abbiamo elaborato un piano di gestione su tutto il territorio dell’A.T.C. che comprende 29 comuni tra cui il capoluogo. Siamo in grado di operare su tutto le zone di competenza, ma visto che nella Piana Reatina si concentra il maggior numero di incidenti ed i danni più rilevanti all’agricoltura, qui l’attività di selecontrollo è maggiormente attiva”.

Il coronavirus ha impedito la ratifica del nuovo piano, ma le attività proseguono sulle linee del piano autorizzato dalla Regione Lazio nel 2019. I principi restano quelli della gestione numerica del cinghiale in funzione della sostenibilità del territorio ad ospitare questi animali. L’abbattimento interviene quando i capi censiti superano questo numero, e comunque in casi di pericolo o danni ripetuti.

Al fine della efficace applicazione di questo sistema si è rivelato determinante l’intervento ed il contributo del Prefetto Giuseppina Reggiani“Il lavoro svolto dalla prefettura ha permesso di accelerare i tempi, dimostrando consapevolezza dei problemi e esortando il nostro intervento nei tempi più brevi possibili”. Per il futuro al fine di garantire una maggiore efficacia l’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale autorizzerà anche abbattimenti nelle ore notturne e continua Cruciani “ci prepariamo ad estendere il nostro intervento anche all’interno delle aziende faunistiche che nel nostro caso occupano una vasta fascia di territorio, soprattutto nell’Alta Sabina, ed anche in questo caso dalla Prefettura abbiamo la massima collaborazione”.

La pressione di questi selvatici è sempre più forte soprattutto sull’agricoltura, spesso di sussistenza, ma le richieste di rimborso tendono a scendere fino a dimezzarsi: a determinare questo fenomeno influisce la lentezza dei rimborsi da parte degli enti regionali, con coltivatori che attendono il ristoro per danni subiti nell’ormai lontano 2016. Si cerca di porre rimedio anche attraverso la tecnologia e l’A.T.C. Ri 2 mette a disposizione una applicazione per smartphone  scaricabile dal sito attraverso la quale è possibile segnalare incursioni di animali nocivi garantendo un intervento puntuale e rapido. Un fenomeno che preoccupa è quello della sempre maggiore presenza del lupo e dei sempre maggiori danni provocati. Le presenze di questo selvatico vengono stimate in circa il doppio di quelle dichiarate sostenibili dal territorio, provocando danni alle aziende zootecniche per circa 150 mila euro nell’anno 2019.