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Unioni dei comuni sempre più in crisi, escono altri tre comuni

Marco Cossu (Casperia): "Ormai generano solo maggiori costi per i servizi"

Paolo Di Basilio
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Tra gli anni novanta e i primi anni 2000 erano la moda del momento. Per i comuni entrare nelle varie Unioni era una sorta di stelletta. Chi era dentro si sedeva nei tavoli che contavano, chi era fuori rimaneva ai margini. Ma dopo un ventennio le tre Unioni della Bassa Sabina sembrano essere entrate in crisi. Una slavina partita da Stimigliano che ha abbandonato clamorosamente l’Unione Bassa Sabina e che sta proseguendo anche nella Nova Sabina e nella Val d’Aia.

La settimana scorsa i comuni di Casperia, Roccantica e Poggio Catino hanno comunicato di voler uscire dalla Nova Sabina ente che oltre ai tre paesi citati raggruppa Magliano Sabina (capofila), Collevecchio, Montebuono e Selci. Poi negli ultimi giorni Poggio Catino sembra averci ripensato e l’amministrazione per adesso ha deciso di prendere tempo.

“Purtroppo dobbiamo prendere atto che le unioni non sono più funzionali agli scopi per cui erano nate una ventina d'anni fa e non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati”, dice il sindaco di Casperia Marco Cossu che aggiunge: “Addirittura, rappresentano costi maggiori rispetto agli stessi servizi gestiti direttamente dai comuni. Un paradosso che non può più essere nascosto in ossequio ad un romantico principio di unità territoriale che, a livello amministrativo, fa acqua da tutte le parti”. Infatti negli anni i comuni hanno marcito ognuno al proprio passo: chi ha messo insieme i rifiuti, chi si è tenuto la polizia locale in proprio, chi è entrato o uscito da altre unioni.

“Già l’anno scorso avevamo convocato i consigli comunali per uscire dall'unione - aggiunge Cossu - ci siamo dati un anno di riflessione nella speranza che la situazione potesse migliorare. Ciò non è accaduto, allora preferiamo avere le mani libere e stipulare convenzioni a geometria variabile per offrire alle nostre comunità servizi più efficienti”.

“Ci conviene gestire i servizi da soli oppure facendo delle convenzioni di volta in volta con i comuni vicini”, conclude Cossu. Inoltre è in atto il processo di liquidazione della comunità montana Sabina e il progetto è quello di trasformarla in una unione dei comuni montani. Un progetto che per ora è solo in embrione e dunque Casperia ha deciso di uscire per risparmiare nell’immediato.

Stessa decisione presa in questi giorni dall’amministrazione comunale di Montasola che è in procinto di uscire dall’Unione Nova Sabina.