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Fara, dimissioni in massa "congelate". Ma per Roberta Cuneo con Basilicata è finita

La leader di Fara 3.0: "Il sindaco non mi ha neppure telefonato"

Paolo Giomi
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Non ci stanno per essere tacciati come quelli che hanno dato il via a tutto, indirizzando il Comune di Fara Sabina verso un imminente (e a quanto pare ormai inevitabile) commissariamento e un ritorno anticipato alle urne. I consiglieri di Fara 3.0, anzi, rincarano la dose, ribadendo, per voce del loro capogruppo e leader, Roberta Cuneo, come “in verità sia stato il sindaco (Davide Basilicata, ndr) ad essere già sceso a tutti gli effetti in campagna elettorale, rilasciando dichiarazioni pubbliche in cui veniamo accusati di irresponsabilità, e avviando la macchina della propaganda attraverso ogni cassa di risonanza. Senza considerare che, però, in questi giorni di crisi non una telefonata è stata ricevuta dalla sottoscritta da parte del sindaco, non una parola per aprire un tavolo di confronto, non una reale manifestazione di interesse per porre in essere un riavvicinamento concreto”.

L’unico momento di “confronto” (se così si può dire), a detta della capogruppo di Fara 3.0, è stato l’incontro convocato dal sindaco ormai quasi un mese fa, in cui è stata messa sul piatto una proposta che, nel complesso, comprendeva qualche presidenza di commissione, al netto di una revoca delle deleghe lasciate dagli assessori dimissionari Giacomo Corradini e Paola Trambusti, che sarebbero state prese in carico dal sindaco stesso. Davvero troppo poco, per non dire nulla, per poter trattare. “Senza contare – prosegue Roberta Cuneo – che il nostro interesse non era certo per poltrone o incarichi, ma sui temi e sui programmi”. Che invece, a detta dell’ex vicesindaco, non sono stati minimamente affrontati dal primo cittadino, né in quell’incontro, né dopo. Una volontà a non dialogare, dunque, per quelli di Fara 3.0, che altro non hanno potuto fare se non proseguire nella scelta di andare avanti per la propria strada. Fino al “congelamento” delle dimissioni dinanzi ad un notaio, che nessuno al momento conferma, ma che neanche vengono smentite ufficialmente.

“Siamo stati accusati in maniera abbastanza pittoresca, nell’ultimo consiglio comunale, di mettere in scena un teatrino dal momento che secondo i nostri accusatori (su tutti il presidente del consiglio Emanuele Testa, ndr) avremmo già deciso di dimetterci – ha proseguito Roberta Cuneo – e invece, al momento, non c’è nulla di protocollato, mentre in consiglio abbiamo solo portato avanti ciò che avevamo dichiarato da tempo, e cioè la volontà coerente di discutere ed affrontare temi importanti per il nostro territorio, come quello delle scuole, o la sicurezza del futuro dei dipendenti di Avr, o ancora le politiche da intraprendere per affrontare l’emergenza sanitaria. Tutti temi sui quali, pur avendolo chiamato più e più volte, il sindaco non si è mai voluto confrontare, salvo poi puntare il dito su di noi attraverso gli organi di stampa. Mi spiace dirlo – conclude l’ex vicesindaco di Fara Sabina – ma a questo punto chi ha tradito il mandato dei cittadini non siamo noi o il nostro gruppo, ma lui”.