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Fara in Sabina, ultimo Consiglio per Basilicata. Poi le dimissioni dei consiglieri per mandarlo a casa

L'abbandono è stato siglato davanti a un notaio. L'addio sarà protocollato alla fine della seduta

Paolo Giomi
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Ancora poche ore e sull'amministrazione comunale guidata da Davide Basilicata caleranno i titoli di coda, a poco più di 9 anni da quella clamorosa notte del 2011 in cui l’allora 28enne giovane rampante della destra farense e reatina sconfisse al fotofinish (con neanche 80 voti di scarto) il sindaco uscente Vincenzo Mazzeo e tutta la coalizione di centrosinistra, che governava il secondo Comune della provincia da quasi un quarto di secolo. Nove anni che sembrano un secolo, per un gruppo di giovani amministratori che, dopo aver fatto dell’unione la forza propulsiva della loro azione politica, si sono progressivamente sfaldati e allontanati reciprocamente a partire dalla riconferma del 2016, quando Basilicata e i suoi asfaltarono, è proprio il caso di dirlo, la concorrenza, doppiando i voti del principale avversario, Carmelo Tulumello. Da lì però, quando la strada sembrava ormai in discesa, le cose hanno preso una piega diversa, e quel gruppo coeso visto nel primo quinquennio è diventato progressivamente un ricordo sbiadito. Fino alle ultime settimane, quelle dell’emergenza Coronavirus, durante le quali quel poco che era rimasto tra le anime della maggioranza si è definitivamente rotto, portando alla cronaca recente, quella che tutti conoscono.

Cronaca che, forse già questa mattina, al termine del consiglio comunale (orario di chiusura dell’ufficio protocollo permettendo), o al massimo domattina, porterà i 9 consiglieri comunali – 7 di maggioranza e 2 di minoranza – che hanno già ratificato le dimissioni dinanzi ad un notaio, a protocollare l’atto in Comune, decretando il venir meno del numero legale dell’assemblea, e quindi lo scioglimento del consiglio comunale e del sindaco, e la conseguente nomina di un Commissario indicato dalla Prefettura di Rieti. Il dibattito consiliare, comunque, si farà, in modalità telematica, come vuole l’emergenza sanitaria, è c’è da stare sicuri che, pur non essendo all’ordine del giorno, il tema delle dimissioni, nell’ordine, di Roberta Cuneo, Giacomo Corradini, Paola Trambusti, Fabio Bertini, Mauro Pinzari, Simone Fratini e Chiara Costantini, tra le file della maggioranza, e di Gabriele Picchi e Paolo Spaziani, dalla minoranza, sarà destinato ad animare il dibattito politico. Che già infiamma da giorni in ogni piazza farense, reale e virtuale. Intanto ieri il Movimento 5 Stelle, per voce del consigliere Alessandro Bielli, è tornato a calcare la strada della mozione di sfiducia, intesa come “unico percorso possibile per far cadere l’amministrazione”. “Spero vivamente che questo ultimo consiglio faccia ragionare chi ha in mano il pulsante per staccare la spina – ha scritto Bielli – e che torni ad aprirsi il confronto”. Un appello, quello del consigliere grillino, che difficilmente verrà ascoltato da parte di chi è intenzionato più che mai ad andare fino in fondo. Inizia così una nuova stagione politica a Fara Sabina, con una campagna elettorale in “versione ridotta” (visto che, quasi sicuramente, si tornerà al voto già a settembre), che promette comunque fuochi d’artificio.