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Fara, il centrosinistra si spacca pure per far cadere Basilicata

L'area che fa riferimento a Picchi intenzionata a offrire una sponda ai dissidenti della maggioranza

Paolo Giomi
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Neanche il tempo di “godersi” (metaforicamente parlando) la prossima caduta dell’amministrazione di centrodestra, che la controparte, ovvero la coalizione di centrosinistra, ha già iniziato a muoversi in ordine e sparso, fuori e (soprattutto) dentro i vari gruppi consiliari. Alle dichiarazioni rese pubbliche, nelle ore scorse, dal capogruppo di Fara Bene Comune, Gabriele Picchi, e dal collega del Movimento 5 Stelle, Alessandro Bielli, sulla volontà di sostenere anche “iniziative responsabili” della maggioranza pur di mettere la parola “fine” sull’esperienza amministrativa del sindaco Davide Basilicata (vedi alla voce dimissioni volontarie protocollate di fronte ad un notaio, di imminente certificazione da parte dei gruppi di maggioranza Fara 3.0 e Fratelli d’Italia, ndr), fa seguito, per contro, una presa di distanze degli ex “Fara in Movimento”, rinominatisi “il Ponte”.

Il gruppo sempre più capitanato da Daniela Simonetti – che in molti, tra i beninformati, danno già come autoproclamata candidata a sindaco per la coalizione civica che nel 2016 si staccò dal resto del centrosinistra, competendo contro Carmelo Tulumello e candidando l’attuale consigliere comunale Giorgio Giovannelli – si è espresso in maniera chiara, considerando “poco responsabile” la mossa delle dimissioni, e ritenendo che debba essere il consiglio comunale il terreno del confronto politico con la destra e con il sindaco. Parafrasando, niente azioni tese a commissariare l’ente, in netto contrasto con quel gruppo, Fara Bene Comune, al cui interno però, da quanto trapela, non tutti la pensano allo stesso modo.

Il tutto mentre la neonata coalizione “Faramerita” (che guarda caso raccoglie tutti i partiti di centrosinistra più Fara Bene Comune, ad eccezione del solo Ponte, o Fara in Movimento che dir si voglia, ndr) sposa in pieno la cosiddetta “linea Picchi-Bielli”, palesando così le volontà dei segretari di Pd, Sinistra Italiana, Socialisti e Partito Comunista. “In consiglio comunale non è stato possibile affrontare alcuna discussione, pure seria e franca, come ad esempio quella sulla mozione di sfiducia presentata dalle minoranze (tranne Giovannelli che non firmò, ndr); pertanto riteniamo salutare, a questo punto, la tanto auspicata caduta dell’amministrazione Basilicata. Ogni giorno in più determina un problema in più. Per far ciò è giusto utilizzare ogni atto che metta fine a questa agonia. Sosterremo con convinzione e forza qualsiasi altra ulteriore azione che i consiglieri di minoranza ed in particolare quelli del gruppo consiliare Fara Bene Comune ritengano opportune, nell’obiettivo della caduta dell’attuale giunta”.

Insomma, neanche è cominciata davvero, la campagna elettorale, che a sinistra è già il solito caos.