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Poggio Mirteto, un libro racconta Don Alfredo Ricci

Lo hanno scritto Ildebrando Cinosi e Maria Grazia di Mario

Elisa Sartarelli
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"Don Alfredo Ricci - Testimonianze e memorie" è il libro scritto dai giornalisti Ildebrando Cinosi e Maria Grazia di Mario, che ricordano una figura importante per la città nel secondo dopoguerra.
A spiegare il ruolo di Don Alfredo Ricci è Tersilio Leggio, che ha scritto l'introduzione a questo nuovo Quaderno edito dall'associazione culturale Amici del Museo di Poggio Mirteto. Originario di Montenero, Don Ricci svolse un ruolo centrale a Poggio Mirteto e in molti oggi lo ricordano con stima. Nel 1930 fondò una scuola media, che venne riconosciuta dallo stato dieci anni più tardi. L'offerta formativa fu ampliata nel 1943, quando vennero aggiunti il Liceo Classico, le Magistrali e Ragioneria, con sede a palazzo Sbraccia.
Il suo Istituto Culturale Sabino trasformò Poggio Mirteto in un polo di studio noto in tutto il mondo, ribattezzato la Cambridge della Bassa Sabina. Don Ricci fu anche il primo a proporre l’istituzione di un corso universitario, idea messa in pratica anni dopo dalla città di Rieti con la Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti.
Una storia ricostruita attraverso le testimonianze di ex alunni, docenti e dei nipoti Corrado e Adolfo Ricci, in taglio giornalistico. Le sue capacità manageriali lo portarono addirittura a fondare una banca, la Banca Popolare Sabina, oggi Ubi Banca.
Non mancò il suo impegno durante la Resistenza Partigiana, salvando e aiutando molto civili, e meritandosi il riconoscimento di “Socio della Legion d’oro Combattente per la Libertà d’Italia”.  
“Senz’altro era importante per lui ottenere un riconoscimento da Poggio Mirteto e ha sempre sperato che qualcuno se ne ricordasse. – afferma Corrado Ricci - E invece anche nella fase finale della vita venne attaccato da alcuni politici che avevano studiato e fatto studiare i loro figli nella sua scuola; malato e paralizzato, ebbe difficoltà addirittura a ottenere una carrozzella. Finalmente oggi qualcuno si ricorda di lui, anche se in ritardo".