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Fara Sabina, la minoranza assicura la sponda ai dissidenti per far cadere Basilicata

Picchi: "Pronti a sostenere operazioni per chiudere questa esperienza"

Paolo Giomi
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La data del prossimo 22 giugno sarà quella che segnerà la fine dell'amministrazione Basilicata-bis. In quella data, infatti, si svolgerà quello che sembra a tutti gli effetti l’ultimo consiglio comunale guidato dal sindaco 38enne che ha portato la coalizione di centrodestra alla guida del secondo Comune della provincia di Rieti, e che a poco più di 9 mesi dalla scadenza naturale del suo secondo mandato assisterà, senza ormai poter fare più nulla, alle dimissioni volontarie di 9 consiglieri, di cui 7 provenienti dai banchi della sua stessa maggioranza.

A presentarle saranno, o meglio dovrebbero essere (condizionale sempre d’obbligo, dal momento che non pochi sono stati i colpi di scena e i dietrofront in queste ultime settimane, ndr), Roberta Cuneo, capogruppo di “Fara 3.0”, e i suoi alleati politici Giacomo Corradini, Mauro Pinzari, Fabio Bertini e Paola Trambusti. Con loro l’altro gruppo di maggioranza ormai in rotta con Basilicata, quello di Fratelli d’Italia, con i consiglieri Simone Fratini e Chiara Costantini. A loro si uniranno, dai banchi della minoranza, i due esponenti del gruppo Fara Bene Comune Gabriele Picchi e Paolo Spaziani. Totale nove, quanto basta per mandare a casa sindaco, giunta (o quel che ne rimane) e consiglio comunale tutto.

La mossa che ha sbloccato la scacchiera è stata quella con cui il consigliere Picchi, assieme al collega del Movimento 5 Stelle Alessandro Bielli, ufficializza il sostegno a “percorsi alternativi, anche non provenienti dai banchi della minoranza, che abbiano come fine quello di liberare il Comune da questa amministrazione. Quanto sta accadendo testimonia il fatto che questa consiliatura, di fatto, non esiste più – scrivono Picchi e Bielli - bisogna essere consapevoli che in quanto minoranza abbiamo messo in evidenza la crisi amministrativa, ma non possediamo i numeri per mandare a casa l'attuale amministrazione. Pertanto, è necessario sostenere le iniziative che provengono dai gruppi di maggioranza, se efficaci a raggiungere lo scopo purché istituzionalmente corrette. Lo facciamo perché i consiglieri comunali tutti non possono più assistere passivamente, solo per tutelare se stessi e la propria sopravvivenza, ad un degrado ormai palese dell'amministrazione comunale. Ma soprattutto lo facciamo per salvaguardare gli interessi della comunità che vedono in noi la possibilità di rimettere la cittadinanza e il territorio al centro dell'azione politica”.

Tradotto, sostegno all’azione dimissionaria dei due gruppi dissidenti di maggioranza, i quali, dal canto loro, già nei giorni scorsi, per voce della stessa Roberta Cuneo, avevano chiuso definitivamente la porta al dialogo con Basilicata, riaprendo di fatto la crisi dopo un primo tentativo di riconciliazione tra le parti. Il dado, dunque, è ormai tratto, e dal silenzio che aleggia nelle aule politiche della maggioranza di Fara, e contemporaneamente dal grande fermento che si respira invece in quelle del centrosinistra, il percorso sembra tracciato e inevitabile.