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Tre Comuni temono di rimanere ancora senza medico. Lettera dei sindaci in Regione

A Casperia, Montasola e Roccantica i cittadini chiedono garanzie

Sara Pandolfi
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Non è ancora tempo per i residenti dei comuni di Casperia, Roccantica e Montasola di trovare pace in relazione alle vicende del medico di medicina generale che, da mesi, li tiene ti apprensione. La vicenda si era aperta con il pensionamento dello storico medico condotto a cui la Asl, come accade di prassi, ha fatto seguire un nuovo incarico. Un normale passaggio di consegne. Routine si sarebbe detto. Se non fosse stato che all’ultimo minuto, la dottoressa individuata, ha deciso di rinunciare all’incarico. Un imprevisto che non si era calcolato e che ha visto da una parte la Asl di Rieti senza un “piano B” e un’intera popolazione, circa 1500 persone, senza un dottore di riferimento. Per cercare di far fronte al problema, giunto in piena emergenza Covid-19 la Asl ha prima inviato un medico e poi, dopo qualche tempo, una seconda dottoressa, Ligia Zamfir.

Una situazione di quasi normalità, ma ora i sindaci Marco Cossu, Vincenzo Leti e Alberto Sciarra, rispettivamente Casperia, Montasola e Roccantica, carte alla mano, tornano alla carica scrivendo nuovamente alla Regione Lazio, per evitare che si torni a ripresentare il problema. L’incarico della dottoressa, infatti scadrà il 4 settembre e tra la popolazione, dove si è già diffusa la notizia, è tornata di nuovo l’ansia di vedersi abbandonati.  “Alla luce di quando già accaduto – scrivono i tre sindaci – affinché sia garantito il diritto alla salute delle comunità che rappresentiamo, è necessario che la Regione Lazio dichiari immediatamente il nostro distretto carente di assistenza primaria, con l’obbligo di apertura dello studio medico a Casperia e la presenza a Montasola e Roccantica almeno un giorno alla settimana”.