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Spaccio nel centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, i carabinieri arrestano quattro immigrati

Sono stati arrestati dai carabinieri. Accusati di aver messo in piedi un giro di eroina

Paolo Giomi
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I carabinieri di Castelnuovo di Porto hanno dato esecuzione, con la collaborazione dei colleghi di Monterotondo, ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 4 cittadini extracomunitari, un 23enne della Guinea, un 25enne del Mali e due cittadini del Gambia, di 22 e 24 anni, ritenuti responsabili di spaccio di eroina in concorso durante la loro permanenza nel locale Centro di accoglienza per i richiedenti asilo.

L'indagine, coordinata dalla Procura di Tivoli e condotta dalla stazione carabinieri di Castelnuovo di Porto negli ultimi mesi di apertura del Cara, chiuso definitivamente a gennaio 2019 con decreto del ministero dell'Interno, ha permesso di far emergere gravi indizi di colpevolezza degli arrestati, nonché la centralità dell'infrastruttura per il ricollocamento quale principale teatro dell'attività delittuosa. I trafficanti, infatti, avevano avviato un florido mercato della droga che poteva contare su oltre 200 clienti abituali e che sfruttava proprio lo stesso Cara ed alcuni edifici abbandonati limitrofi, quali basi d'appoggio per la gestione e l'organizzazione degli affari illeciti. Lo spaccio al dettaglio avveniva nell'arco delle 24 ore, con una vendita media giornaliera di circa 60 dosi di eroina ed un introito quotidiano di 2.000 euro.

Per l'acquisto dello stupefacente, all'assuntore bastava chiamare un numero di cellulare 'dedicato' oppure prendere fisicamente contatto con gli spacciatori, spesso posizionati appena fuori il Centro di accoglienza; questi ultimi avrebbero poi provveduto ad indicare precisamente al cliente il luogo dello scambio (il sottopassaggio della via Traversa del Grillo, la rotonda di via Tiberina o uno dei vicoli limitrofi al Centro). L'indagine, svolta con il supporto di intercettazioni telefoniche e di appostamenti, ha permesso ai carabinieri anche di arrestare in flagranza di reato alcuni spacciatori. Gli arrestati sono stati portati nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell'autorità giudiziaria.