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Fara Sabina, l'amministrazione Basilicata ai titoli di coda. Nove consiglieri pronti a dimettersi il 22 giugno

Rottura totale in maggioranza. Il piano per andare subito alle elezioni

Paolo Giomi
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Fara Sabina, l'amministrazione Basilicata ai titoli di coda. Nove consiglieri pronti a dimettersi il 22 giugno.

Dopo la nuova spaccatura dello scorso fine settimana – la mancata convocazione della capigruppo che ha fatto saltare di nuovo le trattative tra le due anime della maggioranza di centrodestra – i titoli di coda sull’amministrazione Basilicata-bis sembrano ormai prossimi. Il piano dei gruppi Fara 3.0 e Fratelli d’Italia punterebbe (il condizionale è d’obbligo visti i precedenti) all’idea di partenza, ovvero la presentazione di dimissioni in blocco nel prossimo consiglio comunale del 22 giugno. Sette consiglieri su 12, che nel caso di una sponda con almeno due esponenti della minoranza (cosa tutt’altro che impossibile, anzi) farebbero cadere ogni numero possibile all’assise, con il conseguente scioglimento del Consiglio e l’arrivo del commissario prefettizio. Un “interregno” di breve durata, dal momento che l’emergenza Covid, posticipando la tornata elettorale di primavera, consentirebbe così ai cittadini di Fara di tornare alle urne con 6 mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del secondo mandato di Basilicata, alla fine dell’estate.

In questo modo la maggioranza, quella ormai vera, capitanata da Roberta Cuneo e Simone Fratini, non solo darebbe il benservito al sindaco, ma brucerebbe sul tempo anche le minoranze e tutto il centrosinistra, accorciando una campagna elettorale che, di fatto, Fara 3.0 ha iniziato già a gennaio. Il che, numeri alla mano, porterebbe l’ex vicesindaca e la sua squadra al primo posto tra i papabili per la prossima fascia tricolore. Anche perché, dagli umori che si respirano per le strade del secondo Comune della provincia, sono in molti, tra gli elettori e i sostenitori della coalizione di maggioranza, a chiedere la concretizzazione dello strappo. Prova ne è la nota con cui un ex amministratore come Alvaro Carboni, sponsor della prima ora di Davide Basilicata, sancisca la fine del ciclo: “Dopo quasi un decennio non si può non esternare delusione e rabbia per le speranze tradite”.