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Alcli: "Poco personale e attrezzature obsolete, i malati oncologici chiedono risposte"

Monica Puliti
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I malati oncologici chiedono risposte pubbliche e chiare alla Regione Lazio. Il consiglio direttivo dell'Alcli Giorgio e Silvia torna in trincea dopo che a luglio scorso aveva inviato in Regione una lettera riservata che oggi, dicono dall'associazioe, “siamo costretti a rendere pubblica in quanto ad essa non ha fatto seguito alcun riscontro, ad eccezione della risposta del prefetto”. Oggetto della missiva i noti problemi, di cui il Corriere di Rieti si è occupato, legati alla carenza di personale, che, evidenziano dall'Alcli, “stanno gradualmente e inesorabilmente minando non solo i servizi dell' oncologia e della radioterapia, come denunciavamo, ma quasi tutti i servizi dell'ospedale”. La misura è colma e l'associazione, da anni in prima linea nella lotta contro le leucemie, normalmente “misurata” nelle esternazioni, vuole dire la sua su ciò che sta accadendo. “Il livello di indifferenza della politica e soprattutto dei vari funzionari regionali delegati alla sanità ha raggiunto il limite della sopportazione: medici trasferiti in altre province non vengono sostituiti come è d'obbligo. A nulla è servito l'appello del prefetto, ignorato completamente dalla Regione. La politica locale, ormai è chiaro, ci sembra colpevolmente fuori gioco ed è inutile chiamarla in causa, lo dimostra il fatto che non abbiamo ricevuto nemmeno un cenno di risposta alla nostra lettera”. Insomma, problemi cui si somma il silenzio da parte di chi dovrebbe sostenere le battaglie dell'Alcli, che sono poi quelle dei pazienti. “E' forse ora di riconvocare le assemblee permanenti dei cittadini, dei malati, dei volontari, delle associazioni, delle categorie professionali, degli operatori sanitari per alzare nuovamente la voce e i toni, per impedire che questo disegno dei burocrati regionali si concretizzi; è forse tempo di rilanciare i messaggi che allora venivano stigmatizzati come allarmistici”. Di allarmistico e di nuovo, secondo l'associazione, c'è che la Regione vorrebbe risolvere i problemi delle liste di attesa a Rieti spostando i pazienti reatini in altre province, in primis Roma. Dopo le scelte politiche sul “Marini” di Magliano e la chiusura del “Grifoni” di Amatrice a seguito del terremoto, sono forse iniziate - si domanda l'Alcli - le prove generali per trasformare il de' Lellis in poliambulatorio e centro di smistamento pazienti, come paventato nel corso delle assemblee permanenti? Se c'è, qualcuno batta un colpo.