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Lotta tra vicini per il carro sabino: anche Montelibretti nella partita

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Paolo Giomi
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Non poteva che avere un seguito “da film” la storia del rientro in Italia del prezioso carro del principe di Eretum, uno dei più importanti reperti della storia dei Sabini che a novembre rientrerà in patria dopo l'accordo tra il Ministero dei Beni Culturali e il Museo Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. Il bello (o brutto, a seconda dei punti di vista), è che non è solo Fara Sabina ad essersi candidata come destinazione più idonea ad ospitare in via definitiva il carro. Anche Monterotondo, come anticipato dal Corriere di Rieti e confermato direttamente dal sindaco Mauro Alessandri, avrebbe avviato un dialogo con il Ministro Franceschini per sondare il terreno. Una “contesa a due” che si arricchisce di un altro potenziale competitor, rispondente al nome del Comune di Montelibretti. Già, perché anche il neoeletto prima cittadino Luca Branciani si sarebbe iniziato a muovere attraverso canali istituzionali. Con un'arma in più rispetto ai territori confinanti: “Non dobbiamo dimenticare - spiega lo stesso Branciani - che il reperto è stato rinvenuto in territorio comunale di Montelibretti, e che dunque, a rigor di logica, proprio Montelibretti (nell'area del centro nazionale per le ricerche, non molto lontano da dove ora sorge la stazione di Pianabella) sarebbe la sua destinazione più ovvia. Ci stiamo già muovendo attraverso i nostri canali, e senza bisogno di essere aiutati o sostenuti da politici che fino a pochi giorni fa si consideravano avversari e si fronteggiavano dalle colonne dei giornali agli spazi di dibattito pubblico”. Chiaro, chiarissimo il riferimento a Fara Sabina, e all'insolito asse Basilicata-Melilli nella vicenda, un'asse che intende mettere il museo civico del borgo sabino in cima alla lista del ministro Franceschini. Anche se, a dire il vero, la proposta di una “rete dei musei della storia dei Sabini che da Roma arrivi fino a Rieti passando per Monterotondo, e anche Montelibretti” avanzata proprio da Melilli nei giorni scorsi assomiglia molto all'acqua gettata sul fuoco, per trovare un qualche tipo di soluzione che accontenti tutti i sindaci interessati Al momento però, a Montelibretti, sembrano non essere particolarmente interessati alla cosa, e anzi quanto mai intenzionati a proseguire sulla strada intrapresa.