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Il PalaSojourner resta off-limits per il Real Rieti

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Marco Ferroni
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Il PalaSojorner per il Real Rieti? Non aprirà mai. Si può riassumere così il vertice andato in scena in Comune alla presenza dei rappresentanti di Palazzo di Città, della Provincia, il presidente della Npc Cattani, il responsabile di Aria Sport – che ne detiene la gestione – e il presidente del Real Rieti Roberto Pietropaoli, per capire come gestire l'impianto di Villa Reatina, per il quale anche la società che attualmente ce l'ha in gestione, per sua stessa ammissione, comincia ad avere qualche perplessità in merito essendo una struttura i cui costi (specialmente in inverno) lievitano vertiginosamente, al punto tale da ipotizzarne l'utilizzo solo per le gare interne della Npc e la rifinitura del sabato, costringendo la squadra di Peppe Cattani a trovare una palestra (quella dei Geometri?) per gli allenamenti settimanali. “Di cosa abbiamo parlato? – spiega il presidente del Real Rieti Roberto Pietropaoli - Praticamente di niente, almeno per quel che concerne il Real Rieti. Ho provato ad argomentare le esigenze della mia società in fatto di infrastrutture, ma per tutta risposta mi è stato fatto capire che per il Palasojourner non ci sono margini di manovra, almeno fino a quando non verranno risolte alcune questioni tra Aria e Npc. Cosa penso? Che a questo punto è la città che deve rendersi conto da chi siamo amministrati ed in che modo: vorrà dire che il Main Round della Uefa Futsal Cup la faremo a Foligno, che eventuali finali scudetto le giocheremo a Teramo e continueremo a regalare eventi di caratura nazionale ed internazionale ad altre piazze. Dispiaciuto fortemente per chi ci segue con passione, per chi non ci ha mai fatto mancare il sostegno, ma ce ne faremo una ragione, come sempre: ma un domani non venitemi a dire che questa città vuole crescere, perché non ci crederà nessuno”. Parole dure, parole cariche di amarezza quelle del patron Pietropaoli che il 6 e il 7 luglio prossimi sarà a Nyon per l'estrazione dei gironi della manifestazione continentale, laddove dovrà comunicare che la sede di gioco del Real Rieti non sarà Rieti, bensì Foligno, a meno che non accada l'imponderabile, cosa che – conoscendo questa città e chi la amministra, dalla Provincia al Comune – neanche nella migliore delle ipotesi troverà riscontro nei fatti, nonostante le belle parole di sorta e la “presenza” sul carro dei vincitori di quegli stessi amministratori di questo territorio che oggi fanno orecchie da mercante “in nome” non si sa bene di cosa, o forse sì. Il Real Rieti nel frattempo va avanti per la propria strada, impegnata nell'ultimazione della rosa che il prossimo anno potrebbe cimentarsi in ben cinque competizioni: Uefa Futsal Cup, campionato di serie A, Final Eight e Winter Cup (quest'ultime due se si piazza tra le prime otto al termine del girone d'andata) e a settembre la Supercoppa Italiana contro il Pescara (manca solo l'ufficialità della Divisione, attesa nel comunicato numero 1, ndr). A giorni verranno annunciati gli acquisti di Luizinho e Halimi, nonché la riconferma del portiere italo-marocchino Jhons che nel frattempo ha ottenuto la pre-convocazione mondiale con la nazionale nordafricana. Poi si tenterà il “colpaccio” inseguendo un sogno: Fernandao, il pivot del Barcellona che con gli azulgrana ha praticamente vinto tutto, il quale rappresenterebbe la ciliegina sulla torta dell'ennesima campagna-acquisti mirata. Ma alla luce degli ultimi eventi in ordine di tempo, una domanda sorge spontanea: vale la pena portare avanti una trattativa che “rischia” di sforare i 100mila euro considerando il blasone e la forza del giocatore, per una piazza che alle parole non fa mai coincidere i fatti? Riflessione time…