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"L'area pic-nic è pericolosa": scatta la denuncia ai carabinieri

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Paolo Giomi
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Può un'area attrezzata per i pic-nic realizzata e tenuta aperta dal Comune diventare oggetto di pericolosità per la sua vicinanza alla dolina carsica di località Catino, da dove, per via di attività geologica, sarebbe frequente la caduta di massi proprio a ridosso dello spazio pubblico? Lo sostiene a tal punto la minoranza consiliare, che il capogruppo Antonio Favetta ha presentato denuncia ai carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto, avente come oggetto la “possibile pericolosità della località Sprofondo di Poggio Catino”. All'origine dell'esposto ai militari dell'Arma ci sarebbe però un carteggio tra la stessa minoranza e l'amministrazione comunale. Carteggio che, secondo la ricostruzione fornita da Favetta, avrebbe visto i membri della minoranza presentare dapprima un'interrogazione a risposta scritta al sindaco Roberto Sturba. Interrogazione alla quale il primo cittadino non risponde subito. Tanto da rendere necessario un sollecito, effettuato dal consigliere Raffaele Ricci. Alla fine, “dopo 183 giorni - scrive Favetta nell'esposto - il sindaco rimette la sollecitata risposta”. Secondo il Comune l'area non sarebbe soggetta a pericoli particolari in quanto “nell'ultimo decennio - riporta la replica del sindaco - non ha subito eventi geologici di portata tale da evidenziare problematiche di caduta massi e da giustificare un'eventuale chiusura di tutto il sito”. Anche perché, sempre secondo la replica del sindaco, l'area pic-nic godrebbe di una frequentazione bassa e sporadica, non sufficiente, quindi, a generare l'allarme. A supporto della tesi amministrativa arriva anche una relazione dei vigili del fuoco di Rieti, giunti sul posto per un sopralluogo su chiamata dello stesso Favetta. Nel rapporto di intervento di soccorso i pompieri scrivono, testualmente, che in considerazione di quanto sostenuto “si provvedeva ad un controllo visivo della base della parete in questione. Non si notavano sassi che potessero staccarsi nell'immediatezza del sopralluogo”. La minoranza però non sembra convinta, in quanto “il sopralluogo dei vigili del fuoco - scrive ancora Favetta nella denuncia presentata ai carabinieri - si limitava solo ad un controllo visivo alla base della parete, senza l'ausilio di alcuno strumento che ne permettesse una più accurata disamina”. Anche perché, secondo alcune indagini condotte nel sito dagli stessi consiglieri di minoranza, e in base alle tavole dell'Autorità di Bacino del Tevere, l'area risulterebbe essere tutt'altro che “passiva”, ma un vero e proprio fronte di “frana-fenomeno attivo”. Tale, dunque, da mettere in pericolo l'incolumità dei frequentatori dell'area pic-nic.