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Minacce contro il sindaco a scuola. Ferilli: “Voglio nomi e cognomi”

Monica Puliti
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Atti che vanno ben oltre il semplice vandalismo. E che arrecano una grave, gravissima macchia alla campagna elettorale del borgo tiberino. Messaggi inequivocabilmente minatori quelli rivolti al primo cittadino in carica, e ricandidato alle elezioni di domenica prossima, Ottorino Ferilli: "Ottorino zecca Fiano ti odia", "Vi uccideremo", sono solo le più pesanti tra le scritte rinvenute all'interno dell'istituto comprensivo di via Giustiniani, dove nella notte tra sabato e domenica ignoti si sono intrufolati per devastare, danneggiare e imbrattare i muri con scritte minacciose, simboli politici appartenenti ad una delle peggiori pagine della storia - presenti alcune svastiche naziste - e altre stupidità di ogni tipo. "Voglio nomi e cognomi - ha dichiarato il candidato sindaco Ottorino Ferilli in una conferenza stampa straordinaria, convocata al fianco del vice e assessore alla scuola Davide Santonastaso, il collega dei lavori pubblici Nicola Santarelli e il comandante della polizia locale Fabrizio Arpino". Dall'aula consiliare il primo cittadino in carica rispedisce agli ignoti mittenti ogni minaccia e intimidazione: "Già in precedenza - tuona Ferilli - parchi e altri edifici comunali erano stati oggetto di atti vandalici, e di recente anche la mia autovettura, ma adesso si è superato ogni limite, non lego alla campagna elettorale questo attacco ma denuncio per la preoccupante deriva sociale che emerge da fatti di questa entità che riportano riferimenti precisi a eventi storici drammatici che hanno segnato l'umanità. Nella giornata di ieri, nonostante fosse domenica, gli uffici comunali hanno lavorato tutto il giorno per scongiurare la chiusura della scuola. L'edificio scolastico colpito sarà, tra l'altro, sede delle elezioni elettorali che si terranno il prossimo fine settimana - prosegue Ferilli - e dal sopralluogo congiunto con le forze dell'ordine (sul posto sono giunti per gli accertamenti del caso i carabinieri della locale stazione e i colleghi della compagnia di Monterotondo, ndr) è stato evidente sin da subito l'intenzione di bloccare le attività scolastiche a danno di tutta la comunità, un paese però che si distingue in una competizione regionale per Sicurezza e Legalità, proprio grazie ai suoi studenti guadagnando il secondo posto non poteva far altro che lavorare sodo affinché i bambini potessero rientrare a scuola senza accorgersi della violenza subita. Era nostro dovere farlo ". Dei fatti in questione il sindaco Ottorino Ferilli ha informato sia la Prefettura di Roma sia la Procura della Repubblica di Rieti.