Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

"Sanità, si torna ad assumere: Zingaretti affronterà le carenze del de' Lellis"

m. p.
  • a
  • a
  • a

“Sanità pubblica: si torna ad assumere, ma i precari da stabilizzare?”. E' l'interrogativo che i segretari generali di Cisl Fp Roma Capitale e Rieti e Uil Fpl, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, rivolgono al presidente della Regione Lazio alla luce delle importanti novità in materia che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) riguardare anche Rieti. “Plaudiamo al presidente Zingaretti per la concessione delle autorizzazioni in deroga al blocco del turn over, necessarie ad assumere personale sanitario nelle Aziende sanitarie delle province di Frosinone, Latina e Viterbo - dicono - Dalle notizie battute dalle agenzie e riprese dalla stampa apprendiamo che si tornerà ad assumere, dopo molti anni, anche ai Castelli nella Asl Roma 6 e che nella prossima settimana il presidente affronterà le carenze organiche dell'ospedale San Camillo de' Lellis di Rieti apportandovi i relativi rimedi”. Al momento dunque, il presidente Zingaretti si starebbe muovendo in questa direzione, anche se non si conoscono le decisioni per quel che riguarda il nostro ospedale e perciò il numero di autorizzazioni che vorrà concedere per far fronte alle carenze di organico che, ricordiamo, riguardano ormai tutte le categorie professionali. Ma l'attenzione dei due segretari sindacali è rivolta, in particolare, ai precari da stabilizzare. “Non possiamo che dirci soddisfatti della accelerazione impressa dal presidente e commissario ad acta per il piano di rientro dal debito della sanità del Lazio nell'adottare i relativi decreti commissariali autorizzativi, anche se, almeno per quanto è a nostra conoscenza, la Regione Lazio non ha ancora un quadro completo e definitivo delle reali necessità assunzionali e/o di mobilità delle aziende regionali. Aggiungiamo inoltre che ad oggi ancora non sono noti i totali del personale precario distinto per qualifica in servizio nelle singole Aziende sanitarie e di conseguenza non sono stati definiti i contingenti di personale da stabilizzare nel dettaglio aziendale. Altro buco nero non definito riguarda il personale a somministrazione ed esternalizzato che, su indagine dei sindacati, risulta ammontare a migliaia di unità utilizzate per funzioni core della sanità (a titolo esemplificativo citiamo gli oltre 250 interinali infemieri, tecnici e ausiliari della Asl di Rieti e gli oltre 700 esternalizzati del Policlinico Umberto I, tutti utilizzati in reparti di emergenza e la cui funzione è insostituibile), ma che dalla Regione non si confermano né i numeri, né le funzioni”. In pratica, evidenziano Chierchia e Bernardini,si rischia di andare a ricoprire posti in dotazione organica con del personale neoassunto in danno di professionisti che operano ormai anche da oltre dieci anni nel servizio sanitario laziale, senza peraltro soddisfare le richieste di mobilità interaziendali che giacciono da anni nel dimenticatoio a causa del blocco del turn over.