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"Nessuna appropriazione indebita", gli amministratori della palestra passano al contrattacco

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Monica Puliti
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La presunta appropriazione indebita del materiale ginnico finito sotto i sigilli dei carabinieri di fatto non c'è stata, perché non solo lo stesso materiale era stato da tempo rimesso a disposizione dei proprietari al primo carteggio legale intercorso tra le due società, datato novembre 2015, ma anche perché tra le stesse sussisterebbe un accordo di cessione dell'attrezzatura contestata. Che quindi ne autorizzerebbe l'utilizzo. E' questa la tesi degli amministratori della palestra di Passo Corese che nei giorni scorsi si sono visti recapitare un'ordinanza di sequestro emessa dalla Procura della Repubblica di Rieti, a seguito di una denuncia da parte del difensore dei titolari dell'attrezzatura ceduta. Quegli stessi amministratori che però, secondo la ricostruzione convalidata dall'avvocato Fante del foro di Roma, legale rappresentante della società, si sentono ora a loro volta frodati, tanto da presentare una controdenuncia per truffa proprio nei confronti di chi ha fornito loro i macchinari.