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Una festa per dire noalla discarica di Fonte Nocera

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Paolo Giomi
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Con l'avvicinarsi della sentenza definitiva del Tar del Lazio sull'impianto di trattamento inerti di Fonte Nocera, bloccato in via precauzionale proprio dal tribunale amministrativo (che l'11 novembre si esprimerà nel merito), torna in campo il comitato “No discarica”, che sin dall'inizio si batte per evitare la realizzazione dell'opera nella valle. “In attesa della sentenza del Tar, il Comitato organizza una giornata di festa per incontrare i cittadini e sostenere le spese legali contro il progetto dell'impianto per rifiuti inerti che andrebbe a situarsi in una zona agricola e incompatibile - scrivono in una nota i membri del comitato No discarica -. Domenica saremo in piazza a Toffia, con un pranzo di cibi esotici e nostrani, e poi, nel pomeriggio i laboratori per i bambini e gli interventi musicali di Roberto Billi, dei Minimo Sindacale e di artisti di musica popolare. Concluderà la serata al tramonto l'estrazione della lotteria ‘Con la valle non si gioca', organizzata dal Comitato per raccogliere fondi e che propone premi insoliti, dal concerto di violino nel salotto di casa al corso di conversazione inglese. Il Comitato No Discarica Fonte Nocera - prosegue la nota - invita tutti i cittadini della Sabina a partecipare, non solo per sostenere la battaglia per difendere la valle - un patrimonio naturale messo in pericolo da una politica urbanistica improvvisata e rapace - ma anche per allargare la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini alle scelte che riguardano il territorio. I nuovi scenari aperti dalla sentenza del Tar relativa al forno crematorio di Borgorose - che ha riconosciuto l'opinione dei cittadini come interesse comune, superiore all'interesse privato - possono infatti prefigurare una nuova idea di governo del territorio partecipata e condivisa dai cittadini con i loro amministratori, e chiudere una storia di abusi grandi e piccoli che devastano l'ambiente a vantaggio di pochi. Ma le decisioni sagge, trasparenti e responsabili sono possibili solo se i cittadini sono informati, partecipano e controllano gli atti dei propri amministratori che altro non dovrebbero essere se non parte del popolo e ambasciatori della volontà popolare”.