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Respinta la richiesta di dissequestrola cava a San Domenico resta chiusa

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Paolo Giomi
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Resta sotto sequestro la cava di località San Domenico, che lo scorso 31 luglio è stata “sigillata” dagli agenti del Corpo forestale dello Stato i quali, a seguito di controlli dettagliati nell'area, avevano constatato come l'attività estrattiva fosse ancora in corso nonostante dall'inizio dell'anno il Comune di Poggio Mirteto avesse di fatto rigettato l'istanza di proroga chiesta dai titolari. Da lì il sequestro dei terreni della cava e di alcuni mezzi da lavoro, un sequestro che lo stesso Comune di Poggio Mirteto ha convalidato qualche giorno dopo, precisamente il 2 agosto. Ed è ancora l'amministrazione mirtense, con un'ordinanza firmata dal sindaco Giancarlo Micarelli, a rispedire al mittente l'opposizione al sequestro presentata lo scorso 11 settembre dai legali rappresentanti dell'attività di estrazione. I quali chiedevano la revoca del provvedimento amministrativo appellandosi ad una serie di motivazioni di carattere tecnico-amministrativo. Motivazioni alle quali il primo cittadino di Poggio Mirteto, nell'ordinanza di rigetto, replica punto per punto, partendo da un unico, incontestabile dato di fatto: qualunque siano le motivazioni addotte dai titolari della società l'attività estrattiva su quel sito sarebbe dovuta terminare al''inizio del 2012, quando cioè il Comune ne ha determinato la sospensione. Pertanto nulla di quanto constatato dagli agenti della Forestale può essere considerato legittimo, e quindi autorizzato di nuovo. Senza contare che quel provvedimento comunale, datato 2012, è stato considerato legittimo da ogni grado della giustizia amministrativa, con il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha convalidato le ragioni dell'ente pubblico, e che ciò nonostante, come testimoniano provvedimenti successivi a quella data, dalla diffida dell'ottobre 2014 al sequestro della Forestale di metà estate, l'attività estrattiva nell'area di San Domenico è proseguita senza alcuna autorizzazione del Comune. Comune che qualche mese fa, su una vicenda finita anche all'attenzione dei media nazionali, ha interpellato anche la cittadinanza, attraverso la convocazione di un consiglio comunale straordinario e aperto. E che ora, di fatto, ribadisce la legittimità del sequestro della cava, ultimo capitolo di una storia lunga anni, e che forse non finirà qui visto che nei confronti dell'ultima ordinanza la società titolare dell'attività può ancora presentare formale ricorso.