operazione antidroga "Angelo Nero"

SPACCIO

Rieti, operazione antidroga "Angelo Nero": in campo 170 agenti della Polizia

11.02.2020 - 14:37

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Nelle prime ore di oggi 170 agenti della Polizia di Stato hanno eseguito una vasta operazione antidroga che ha portato all’arresto di 20 cittadini nigeriani e di un cittadino camerunense colpiti da ordinanza di custodia cautelare per detenzione e spaccio di eroina, cocaina e marijuana. L’operazione di polizia ha di fatto neutralizzato il principale canale di spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo reatino. L’operazione, denominata “Angelo Nero” dal soprannome che era stato attribuito dai tossicodipendenti a uno dei principali spacciatori, si sta svolgendo in varie province italiane e, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha visto impegnati gli agenti della Squadra Mobile di Rieti con la collaborazione delle Squadre Mobili di  Venezia, Caserta, L’Aquila, Agrigento, Campobasso e con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine e di Unità Cinofile Antidroga della Polizia di Stato.  Nel capoluogo reatino, dove sono stati impiegati anche agenti delle Squadre Mobili di Roma, Perugia, Terni, Viterbo, Ascoli, Teramo e Latina, sono state eseguite numerose perquisizioni e sono stati sequestrati un bar e due negozi di generi alimentari, gestiti dagli spacciatori ed utilizzati per nascondere e spacciare la droga.Le misure cautelari personali sono state  disposte  dal G.I.P. del Tribunale di Rieti, dott. Riccardo Giovanni Porro,   su richiesta del Sostituto  Procuratore della Repubblica di Rieti dott. Edoardo Capizzi che ha coordinato le indagini. I destinatari dei provvedimenti restrittivi hanno un’età compresa tra i 22 e i 40 anni, sono 16 uomini e 7 donne.  Tra questi si annoverano 10 richiedenti asilo, 8 titolari di permesso per protezione sussidiaria, 3 titolari di permesso di soggiorno per motivi familiari e 2 stranieri irregolari sul territorio nazionale. La custodia cautelare in carcere è stata disposta per 14 uomini, due dei quali già in carcere, e due donne, mentre per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari. 16 arresti sono stati eseguiti a Rieti, 2 a Venezia, e 1 rispettivamente a Caserta, Agrigento e Campobasso, province dove alcuni degli arrestati si erano trasferiti di recente.  Vengono attivamente ricercati due nigeriani che si sono sottratti all’arresto, uno destinatario  di ordinanza di custodia cautelare in carcere e l’altro di ordinanza che ne dispone gli arresti domiciliari. L’operazione di polizia nasce dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Rieti nel corso dell’ultimo anno e  mezzo per contrastare l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo reatino e che ha portato, in più occasioni, ad arrestare complessivamente 11 nigeriani, alcuni corrieri ed altri spacciatori, ai quali sono state sequestrate numerose dosi di droga. Nel corso delle indagini che hanno portato ad alcuni di questi arresti è stata fondamentale la collaborazione degli agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato romano di “Porta Pia”, competente territorialmente per il piazzale della stazione Tiburtina interessato dalla partenza dei corrieri diretti a Rieti. L’indagine scaturisce da un sequestro di poche dosi di stupefacenti  eseguito nel mese di ottobre del 2018 dopo un’attività di osservazione e di pedinamento di un assuntore di sostanze stupefacente sorpreso subito dopo essersi rifornito di eroina presso  un’abitazione ubicata nelle vicinanze del Palazzo di Giustizia di Rieti, dove risiedono cittadini extracomunitari richiedenti asilo, già oggetto di attenzione da parte degli investigatori. Nella circostanza si era accertato che il tossicodipendente aveva poco prima contattato un cellulare  memorizzato con il nome di Angelo Nero 2 e che nei giorni precedenti aveva contattato la stessa utenza almeno una volta al giorno, evidentemente per rifornirsi di stupefacente. Tale input investigativo ha poi permesso di monitorare le numerose utenze telefoniche che chiamavano lo spacciatore “Angelo Nero 2”, gran parte delle quali risultavano in uso a noti assuntori di sostanza stupefacente. La complessa attività investigativa messa in campo ha quindi consentito di scoprire l’intreccio di rapporti tra spacciatori, tutti cittadini nigeriani e un cittadino camerunense, residenti a Rieti, e i loro clienti. Sono state intercettate numerose utenze telefoniche e sono stati svolti  servizi di osservazione, anche con videocamere, e pedinamenti con sistemi di localizzazione. Gli investigatori della Polizia di Stato con questa operazione hanno neutralizzato il principale gruppo di spacciatori del capoluogo reatino che riusciva a piazzare sul mercato ogni mese circa 300 dosi di cocaina, oltre mille dosi di eroina e oltre 10.000 dosi di  marjuana, quest’ultima destinata  in buona parte a giovani, anche minorenni. Il gruppo riusciva a guadagnare circa 50.000 euro al mese e oltre a rifornire i consumatori di sostanze stupefacenti del capoluogo reatino vendeva la droga anche pusher provenienti dai comuni della provincia e dal vicino Abruzzo. Gli spacciatori facevano arrivare a Rieti lo stupefacente tramite corrieri, gran parte dei quali viaggiavano sui pullman della linea Roma – Rieti, fra questi anche giovani nigeriane, pagate per uno o più viaggi, che nascondevano la sostanze in borse da passeggio, sacchetti della spesa, o fra gli indumenti indossati.  Parte della marijuana, della cocaina e dell’eroina veniva invece acquistata e prelevata direttamente nelle piazze di spaccio di Roma, Venezia e Castel Volturno (CE). Sono stati sottoposti a sequestro preventivo tre esercizi pubblici cittadini: un bar sito in viale Matteucci,  e due negozi specializzati nella vendita di generi alimentari tipici africani siti in via Pennina e in via Terenzio Varrone. Tali esercizi, i cui tre gestori sono tutti destinatari di custodia cautelare in carcere, costituivano luoghi sicuri di conservazione e scambio delle sostanze  sia con riferimento ad altri nigeriani che ad acquirenti reatini che venivano invitati a rifornirsi dentro o nei pressi di tali locali. I pusher nascondevano le dosi in bocca per poi consegnarle ai clienti che talvolta raggiungevano in bicicletta il luogo dell’appuntamento telefonicamente concordato. In particolare gli spacciatori operavano anche nei pressi di Porta Conca, presso la stazione ferroviaria, a piazza Mazzini, nel parco di via Liberato di Benedetto e in tutto il centro storico. Per ordinare o trasportare i quantitativi di droga venivano utilizzate parole in gergo per indicare tipologia e quantitativo della sostanza, quale livello, pantalone lungo o corto (marijuana), sigaro (hashish), bianca, latte, scarpa bianca  (cocaina), carne, scarpa nera (eroina). Gli arrestati sono stati accompagnati presso le case circondariali delle province dove sono avvenute le catture, mentre le due donne arrestate a Rieti sono state accompagnate presso la casa circondariale romana di “Rebibbia”, a disposizione della Procura della Repubblica di Rieti.

 

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