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Gli ambientalisti dicono no a costruire un rifugio ai "Pantani" di Accumoli

Monica Puliti
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E' allarme degli ambientalisti sul futuro dell'area naturalistica dei “Pantani”, nel territorio di Accumoli, una terra di straordinaria bellezza, il cui fragile equilibrio, si teme, possa essere messo a rischio dalla costruzione di un rifugio turistico. Per questo decine e decine di persone - 250 stimano i presenti - si sono date appuntamento, domenica scorsa, proprio lì: alcuni hanno dormito nel B&B di Accumoli, altri sono giunti in bicicletta; tra loro anche alcuni bambini. L'area è a ridosso del confine e in continuità col Parco nazionale dei Monti Sibillini; fanno da cornice a questo luogo unico i Monti della Laga appena imbiancati, più lontano il Vettore e all'orizzonte le punte nette del Gran Sasso ammantato di nev. Organizzata dal Gruppo Ri.Am.A.Le (4 sezioni del Cai della provincia di Rieti unite nello spirito della montagna), la giornata ha avuto la collaborazione tecnica dei gruppi Tutela ambiente montano di Lazio, Marche e Umbria e l'apporto sostanziale della quasi totalità delle sezioni e dei gruppi regionali Cai delle tre regioni. Ai “Pantani” - grandi pozze naturali dove si abbeverano gli animali, mucche e cavalli, e dove vivono specie selvatiche tra cui il tritone alpestre e la rana temporaria, entrambi a rischio estinzione - sono giunte anche rappresentanze di Legambiente, Wwf, Italia Nostra e alcuni cittadini di Accumoli, per esprimere la loro forte contrarietà al progetto di sviluppo, così come si palesa dalle proposte progettuali. Progetto che prevede la realizzazione di un rifugio montano (al di fuori, però, del Sic, sito di interesse comunitario nel quale è ricompresa l'area dei Pantani) e in vista del quale, denunciano gli ambientalisti, è stata in parte cementificata e in parte asfaltata una carrareccia che raggiunge la zona. “Il luogo è senza edifici, senza caos, è appartato, regna la natura e basta. Ora - denunciano gli ambientalisti - potrebbe essere minacciato da iniziative che, seppur basate su condivisibili esigenze di rilancio economico e turistico, potrebbero deturpare per sempre i noti Pantani”. Da qui la decisione della giornata di sensibilizzazione. M. P.