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Omicidio di Rieti, per Braulina una vita segnata dalle tragedie

Monica Puliti
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Una vita segnata quella di Braulina Cozzula, come racconta una sua ex amica romana con cui aveva aperto, nel 2008, una cooperativa sociale in via Garibaldi. “Era una donna fragile - ricorda -, che si portava dietro una ferita da cui non era mai guarita, purtroppo distruggeva tutte le persone che le stavano vicino”. La storia di Braulina inizia in Brasile dove un incendio distrugge la casa in cui, da bambina, viveva con la madre, morta tra le fiamme; lei riportò ustioni sulle braccia e sulle gambe. Poi l'adozione da parte di una coppia di Caorle, in provincia di Venezia. Il padre adottivo, Giuliano Cozzula, di origini sarde, era il comandante della locale stazione dei carabinieri, la madre proprietaria di alcuni stabilimenti ad Abano Terme. A far conoscere la storia della bambina all'uomo e a sua moglie era stata la sorella di lui, suora missionaria, che proprio in Brasile aveva incontrato Braulina, sopravvissuta all'incendio insieme alla sorella. I coniugi Cozzula decidono di accogliere la piccola in casa. che diventerà a tutti gli effetti loro figlia. Una vita serena trascorsa nella località veneta, scandita da ritmi precisi e tranquilli. Braulina cresce e si innamora di un ragazzo del luogo, Adam Giro, geometra, con cui, appena diciottenne, si sposa e costruisce una famiglia, allietata dall'arrivo di Rosilda e Alessandro. In paese sono conosciuti da tutti e considerati una coppia normale, ma un giorno Braulina prende i figli e lascia il marito senza un motivo. Dopo alcuni mesi si trasferisce a Poggio Bustone dove conosce Valerio Amadio, con cui avrà i due figli, di 15 e 7 anni, che la sera della tragedia, lunedì, erano presenti quando la madre ha dato fuoco al compagno, gettandogli addosso della benzina. Torna il fuoco che ha segnato l'infanzia di Braulina, ma anche le coincidenze: il 25 novembre del 2003 il padre Giuliano, 59 anni, viene ritrovato steso a terra, ormai privo di vita, all'interno della sua abitazione di Caorle dove, anche se in pensione, aveva deciso di trascorrere la vecchiaia insieme alla moglie. “La dinamica - racconta il giornalista Renzo Trevisan che seguì il caso, oltre a conoscere personalmente Cozzula – rimase sempre illeggibile anche se in molti parlarono di suicidio. La cosa certa è che non si era mai ripreso, lui uomo integerrimo e legatissimo alla famiglia, dalla fuga di Braulina. La conoscevo sin da piccola e a 15 anni aveva lavorato nel negozio che avevo a Caorle. Educatissima e rispettosa, anche dopo il matrimonio con Adam che frequentavo spesso: non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa del genere. E' stato uno choc per tutti noi vederla sparire da un giorno all'altro”. Ora Braulina è ricoverata al Sant'Eugenio di Roma, piantonata dalla polizia, è in stato di arresto: la Procura di Rieti ha aperto nei suoi confronti un fascicolo per omicidio volontario aggravato. Paola Corradini