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Gli esperti: "Sul sottopasso inutili allarmismi prima del progetto"

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Monica Puliti
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Quanto accaduto mercoledì pomeriggio in una sala consiliare affollata per l'incontro - organizzato dal comitato Piana Reatina - SalviAMO viale Maraini non meraviglia più di tanto. Molti cittadini presenti, come anche alcuni relatori, hanno calcato la mano sulla sicurezza di un intero quartiere e dei suoi abitanti. Antonio Miluzzo, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Rieti, che ha illustrato le possibili criticità legate alla sicurezza derivanti dall'apertura del cantiere e poi dai lavori, sempre parlando per ipotesi ha spiegato che “venendo realizzato in una zona densamente abitata ed essendo il sottosuolo di travertino, le vibrazioni per lo scavo potrebbero portare le case a risentirne”. Miluzzo ha parlato, sempre ipoteticamente, di uno scavo profondo che partirebbe dalla scuola Marconi per arrivare fino a via Ferrari con un blocco di cemento che dovrebbe ‘contenere' la parte centrale, che si farebbe scivolare, durante lo scavo, fino a dove si trova ora il passaggio a livello”. In pratica due blocchi inseriti uno dentro l'altro”. I cittadini hanno manifestato il loro dissenso alzando cori e sollevando interrogativi: “E le case?”, “Saremo murati vivi?”, “Reggeranno?”. La moderatrice Daniela Miniucchi dice sottovoce, ma non tanto: “cadranno”, confermando con un mezzo sorriso che per molti questa è già una certezza. Stessa affermazione fatta durante il precedente incontro dove sollevò dubbi su cosa avrebbe comportato “trivellare viale Maraini in una zona sismica”. Ad avvalorare l'ipotesi è il consigliere Alessio Angelucci, che a chiusura del suo intervento dichiara che “se mai l'opera si farà, la scuola Marconi crollerà”. Metafora o verità? Il geologo e consigliere comunale Matteo Carrozzoni, presente all'incontro, sostiene come sia “pericoloso e da incoscienti parlare di studi geologici e danni strutturali alle abitazioni senza un progetto e uno studio a tavolino, lanciando tesi allarmistiche che non hanno fondamento”. “Come ha spiegato l'ingegnere Miluzzo - dice ancora Carrozzoni -, il sottosuolo è di travertino e lo stesso materiale si trova lungo tutto il viale Maraini, fino all'aeroporto. Ma non si può dire che trivellare o scavare porti al cedimento dei palazzi. Il tutto senza alcuno studio a supporto e la più pallida idea di cosa preveda il progetto che gli ingegneri di Italfer stanno ancora realizzando dopo uno studio di fattibilità. Altrimenti la proposta non sarebbe neanche stata avanzata da Rfi”. Aggiungendo che “verrebbero applicate le più avanzate tecnologie costruttive e non si può gridare alla catastrofe solo per portare i cittadini dalla propria parte”. “Aspettiamo di vedere il progetto e poi ne riparleremo”, ha detto il sindaco Antonio Cicchetti durante l'appuntamento televisivo del mercoledì sera.