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"L'amministrazione Beni civici di Vazia opera con il mandato scaduto". La minoranza vuol rivolgersi in Procura

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Monica Puliti
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Per vincere una battaglia le truppe devono essere unite e soprattutto fidarsi del comandante. Questo non sta accadendo ai Beni Civici di Vazia, come sottolineato in una nota a firma congiunta di Ugo Andrea Matteocci, anche presidente del Comitato “La Rotonda 2020”, e Carlo Luciani, entrambi consiglieri di minoranza dei Beni Civici.  In una situazione già critica, con i residenti schierati compatti contro la realizzazione dell'impianto di biometano che dovrebbe sorgere a Vazia su progetto di Enersi, i due consiglieri sottolineano come “si stia assistendo, ormai da troppo tempo” ad una situazione che definiscono “paradossale, per usare un eufemismo”. Da qui la richiesta alle “Istituzioni preposte di intervenire al più presto”. Come esplicitato nella missiva, “dal primo novembre 2018 è scaduto il mandato della precedente Amministrazione che, in virtù di una riforma legislativa nazionale e regionale del 2017, che ha trasformato in enti di diritto privato i Beni Civici, doveva rimanere in carica esclusivamente per l'ordinaria amministrazione e per adottare un nuovo Statuto che avrebbe poi condotto a nuove elezioni”. In realtà, notano i consiglieri di minoranza “l'Amministrazione ‘scaduta' ha continuato ad operare come se fosse pienamente legittimata, assumendo decisioni a nostro avviso quantomeno discutibili se non illegittime, senza aver ancora approvato l'irrimandabile modifica dello Statuto”.  Tutto ciò viene definito “una forzatura, se non addirittura un abuso, oltre ad esporre i Beni Civici a rischio di danni”. Matteocci e Luciani hanno già segnalato sia al Comune di Rieti che alla Regione Lazio questa situazione non chiara, oltre a inviare una diffida formale all'Amministrazione dei Beni Civici. “Al momento - dice Luciani – nulla è cambiato e tutto tace, mentre arrivano notizie di ulteriori attività e iniziative assunte dall'Amministrazione che, in teoria, dovrebbe invece occuparsi solo dell'ordinario”. “Da tempo - aggiunge Matteocci - avendo segnalato la situazione, non partecipiamo alle riunioni convocate dai Beni Civici ma chiediamo con forza, anche pubblicamente, un intervento delle Istituzioni che metta fine a questa condizione che ci sentiamo di definire anomala e pericolosa. Se le risposte continueranno a non arrivare saremo costretti, come ultima istanza, a rivolgerci alla Procura della Repubblica e all'Anac”. Paola Corradini