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Fiume Velino a rischio esondazione. Sotto la lente di European Consumers gli argini artificiali

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Monica Puliti
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European Consumers lancia l'allarme: aumenta il rischio di esondazione del fiume Velino. Per l'associazione i principali responsabili sarebbero “gli argini artificiali” che “più che contenere le alluvioni, favoriscono il degrado degli ambienti fluviali e limitrofi disconnettendo la continuità territoriale per proteggere strutture e attività antropiche fuori posto - spiega Marco Tiberti -. I dissesti e le alluvioni sono conseguenza della regimentazione dei corsi d'acqua che cancella gran parte del sistema biologico e degli equilibri degli ecosistemi fluviali. La scomparsa della vegetazione riparia, la tendenza alla rimozione delle asperità del fondo hanno come unica conseguenza l'aumento della velocità e della devastazione”. In particolare sono finiti sotto la lente dell'associazione “gli interventi dell'Ardis effettuati alcuni anni fa sul tratto del fiume Velino tra Caporio e Casette (Fiume Morto) che hanno distruttola vegetazione di sponda e l'innalzamento di circa 5 metri dell'argine fluviale nel tratto a valle del Comune di Cittaducale, per circa 10 chilometri. L'innalzamento delle sponde è stato effettuato nonostante questo tratto di fiume in estate è praticamente privo d'acqua. I lavori effettuati dall'Ardis su insistente richiesta anche degli agricoltori e di Erg (Centrale Idroelettrica di Cotilia), causando la disarticolazione del sistema ecologico-ripariale hanno aumentato il rischio di danni per dissesto idrogeologico, dilavamento dei terreni ed esondazioni con possibili perdite del raccolto o diminuzione della produzione proprio per il comparto agricolo, che sarebbe invece sicuramente avvantaggiato da una gestione naturalistica del territorio. Questa situazione - continua Tiberti - conferma che il modo migliore di gestire i fiumi è favorirne quanto più possibile la naturalizzazione delle sponde e delle aree golenali, essendo le foreste ripariali e il rispetto degli ambiti di esondazione l'unico metodo efficace dal punto di vista ecologico per la stabilizzazione e messa in sicurezza dei corsi d'acqua”. Da European Consumers infine suggerimenti e buone pratiche da seguire tra le quali “riportare la gestione su un corretto piano tecnico-scientifico per garantire sia la tutela degli ecosistemi che una corretta gestione naturalistica del rischio di alluvioni, realizzare studi sulla vulnerabilità ecologica e faunistica del reticolo, coinvolgere in tutte le fasi professionalità e competenze in campo naturalistico ed ecologico e stop agli sfalci durante la nidificazione degli uccelli e la riproduzione della fauna minore”. Alessandro Toniolli