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La facoltà di Scienze della montagna fa il pieno di iscritti

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Monica Puliti
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Scienze della Montagna, una facoltà che porta da tutta Italia giovani energie al nostro Appennino. Università degli studi della Tuscia e Sabina Universitas hanno istituito nel 2015 questo corso di laurea che sembra bene interpretare il bisogno di sviluppo di cui spesso si discute, ne parla con entusiasmo Tatiana Marras che è la responsabile della comunicazione: “Abbiamo una media di 40 iscritti, confermata dalle preiscrizioni di quest'anno. Numero che da un lato ci consente di svolgere al meglio le attività nelle aule che abbiamo a disposizione, dall'altro ci tiene sotto la soglia minima di 60 studenti fissata dal Miur, alla quale siamo andati in deroga negli scorsi anni. Bisogna comunque tenere conto del fatto di essere nati da poco, e siamo fiduciosi di poter raggiungere quell'obiettivo.” Primo dato che conferma l'importanza della presenza di questa istituzione in città è quello fornito dalle provenienze “Abbiamo il 42% di studenti fuori sede, di questi il 40% viene da Roma, i restanti provengono dalle altre province del Lazio, dall'Umbria, dalla Toscana, dalla Campania, dall'Abruzzo e anche dalla Sicilia”. Già questo dovrebbe bastare a misurarne l'importanza, in una provincia abituata a vedere le migliori energie andare via, ma ancora più preziose per il futuro sono le figure che la facoltà forma. “Noi formiamo professionisti che siano in grado di attivare qualsiasi tipo di attività imprenditoriale in territorio montano spaziando dall'agricoltura, all'allevamento, alla gestione idraulica - continua Marras -. Le conoscenze di base che forniamo cosentino di conoscere l'ambiente dal punto di vista geografico, degli animali e dei vegetali, ma anche le fondamentali competenze economiche e di marketing che permettono di generare esperienze di successo. Dei manager 4.0 della montagna che alle nozioni tradizionali sommano le necessarie conoscenze per usare con sapienza anche i più moderni sistemi di comunicazione, che permettono di superare l'isolamento, scambiare conoscenze e farsi conoscere. Professionisti in grado di far rinascere i territori montani. Il professor Bartolomeo Schirone, oggi coordinatore del corso di laurea, ebbe l'intuizione di questa commistione tra scienze agrarie, scienze forestali ed economiche con una forte interazione con il territorio circostante. Una facoltà in grado di dare nuovi stimoli e conoscenze a chi già svolge attività imprenditoriali, anche strutturando tirocini nell'ambito dei quali gli studenti possano apprendere ma anche fornire moderne strategie di sviluppo. La presenza dell'Università ed il suo scambio con la realtà circostante può permettere il salto di qualità” conclude Tatiana Marras. Alessandro Toniolli