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Processi più veloci della ricostruzione post terremoto

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Monica Puliti
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Nei luoghi devastati dal terremoto che sabato prossimo celebrerà il suo terzo anniversario la luce in fondo al tunnel è ancora un puntino. Mentre a Rieti, nelle aule del tribunale di piazza Bachelet, seppure con tutte le difficoltà del caso, i (pochi) processi giudiziari in corso sui crolli di Amatrice e Accumoli potrebbero dare i primi verdetti già nel prossimo anno, con le sentenze in arrivo sui filoni d'inchiesta sopravvissuti all'ondata di archiviazioni che già lo scorso anno ha chiuso l'85% dei fascicoli aperti subito dopo il sisma. IL PUNTO Due procedimenti sono ad oggi in piena fase dibattimentale, e sono i primi ad aver raggiunto le aule del tribunale reatino. L'inchiesta sul crollo del campanile di Accumoli, che ha causato la morte di tutta la famiglia Tuccio – padre, madre e due figli – vede imputate sette persone con le accuse di omicidio colposo e disastro colposo. Tra queste figura anche l'ex sindaco del borgo che fu epicentro del sisma del 24 agosto 2016, Stefano Petrucci, difeso dall'avvocato Mario Cicchetti. I pubblici ministeri titolari dell'inchiesta sono Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti, mentre il giudice del procedimento è Riccardo Giovanni Porro. E' in pieno svolgimento anche il processo sul crollo delle due palazzine ex Ater di Piazza Sagnotti, ad Amatrice, dove persero la vita 18 persone (giudice Carlo Sabatini). Procedimento che vede 5 persone accusate di omicidio colposo plurimo, crollo colposo, disastro e lesioni. Sono iniziate il mese scorso, invece, le udienze per altri due importanti fascicoli d'inchiesta, entrambi coordinati dai pubblici ministeri Luana Bennetti e Rocco Gustavo Maruotti: si tratta, nel primo caso, del crollo di Palazzo d'Antoni, al civico 83 di Corso Umberto I, ad Amatrice, dove persero la vita 7 persone, e che vede coinvolti 5 imputati, accusati di omicidio colposo e disastro colposo, con un proscioglimento in sede di udienza preliminare; nel secondo caso invece sono 8 le persone finite a giudizio per il crollo del bed & breakfast “La Margherita”, nella frazione di Saletta, sotto le cui macerie morirono tre turisti romani in vacanza. IN ATTESA A settembre si saprà anche se entrerà nella fase dibattimentale l'inchiesta per il crollo dell'altro edificio di largo Sagnotti, la palazzina ex Ina Casa che provocò la morte di 7 persone e il ferimento di altre 4. In questa indagine (pm Francia e Maruotti), che vede 8 persone a rischio processo, è coinvolto anche l'ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, oggi consigliere regionale. Sono ancora in fase di indagine, e in attesa di conoscere il relativo iter, le inchieste ancora aperte sul crollo del convento Don Minozzi, su quello dell'Hotel Roma, e su un'altra abitazione di Corso Umberto I, ancora in pieno centro ad Amatrice. Luigi Spaghetti