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Crisi di Governo, 500 lavoratori in bilico

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Monica Puliti
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Sono cinquecento i lavoratori reatini “appesi” alla crisi di Governo. Per loro quello appena trascorso è stato un Ferragosto di ansia in attesa di conoscere gli sviluppi di una fase politica il cui futuro è ancora tutto da scrivere. Il vero problema è che questa situazione di incertezza e di stallo, con le elezioni che sembrano profilarsi all'orizzonte della scena, rischia di far allungare i tempi delle vertenze e i tavoli di crisi ancora aperti che al contrario hanno bisogno di una accelerata per evitare il peggio. “Le innumerevoli vertenze aperte al Mise che riguardano centinaia di posti di lavoro, il loro futuro e la qualità del nostro sistema industriale, economico e produttivo – spiega Luigi D'Antonio, della Fiom Cgil –, sono temi che hanno bisogno di risposte immediate e di un governo nel pieno delle sue funzioni e non possono aspettare. Nel Reatino – continua il sindacalista – sono ancora tanti i tavoli di crisi aperti e anche la stessa Elexos, nonostante l'ottimo risultato ottenuto con l'accordo raggiunto per la proroga della cassa integrazione ancora per un anno, non ha esaurito il suo percorso visto che adesso, insieme al Ministero, vertici dell'azienda e istituzioni locali, si doveva individuare un percorso per la riconversione industriale del sito stesso e portare al definitivo ricollocamento gli stessi lavoratori. Così, invece, si ferma di nuovo tutto ma stavolta anche con il rischio concreto di dover ripartire da zero con nuovi interlocutori di governo”. Garantita la cassa integrazione per un altro anno ai 42 lavoratori della Elexos (ex Schneider) resta ancora in piedi la storica vertenza dei 100 dipendenti di Gala-Solsonica ai quali vanno aggiunti i 300 lavoratori in mobilità in deroga (ex Ritel, Enterprise, Msd) il cui trattamento salariale è stato concesso per ulteriori 12 mesi (andrà in scadenza il prossimo 31 dicembre, ndr) dopo la cessazione della mobilità ordinaria derivata dalla recente approvazione del decreto crescita. Ma in bilico ci sono anche i 1.800 dipendenti dell'ex Mercatone Uno di cui 22 occupati nella sede di Capena mandati a causa per il fallimento dell'azienda. Il tavolo di crisi era stato aggiornato al 16 settembre a Roma. I sindacati confidano nella supervisione del ministero dello Sviluppo economico ma resta da capire se, vista l'aria che tira, per quella data ci sarà un ministro con il quale dialogare. “Purtroppo – conclude Luigi D'Antonio della Fiom Cgil – con il governo in bilico e la maggioranza in crisi le partite aziendali aperte restano congelate e come sempre a farne le spese saranno i lavoratori reatini”. Luigi Spaghetti