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Atc 2 contro la Regione: "Troppi limiti per la caccia al cinghiale anche per via degli orsi"

Monica Puliti
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Il nuovo calendario venatorio regionale non piace ad Antonio Cruciani, presidente dell'Ambito territoriale di caccia Rieti 2, perché, dice, non recepisce le istanze giunte dal territorio attraverso gli Atc. “La programmazione della stagione 2019-2020 ricalca sostanzialmente quella dell'anno scorso - afferma -. Come ogni anno forniamo alla Regione Lazio le proposte di modifica al calendario, ma anche questa volta, come già successo in precedenza, esse non hanno trovato accoglimento”. In attesa che le cinquemila doppiette reatine tornino a sparare (l'apertura della caccia è fissata al 15 settembre, con una prima giornata di anticipo fissata al primo e la seconda all'8), Cruciani fa innanzitutto presente che sono state confermate le 20 giornate di mobilità venatoria per chi pratica la caccia alla migratoria, “il che determina una mobilità incontrollata che dovrebbe essere opportunamente monitorata e gestita da ogni Ambito territoriale di caccia”. Viene poi confermata l'apertura della caccia al colombaccio a partire da mese di ottobre. “In questo caso la nostra proposta era di anticiparla al 15 settembre, essendo tale specie presente tutto l'anno sul nostro territorio e quindi da considerarsi stanziale - sostiene il presidente dell'Atc 2 - Per la caccia al cinghiale, il calendario prevede una riduzione di tre giornate rispetto a quello dello scorso anno; infatti eliminando il periodo di caccia di ottobre si passa da 42 a 39 giornate utili. Anche in questo caso la nostra proposta prevedeva di ampliare le giornate anziché ridurle. Inoltre, continuiamo a registrare una disparità di trattamento tra coloro che svolgono la caccia al cinghiale nelle zone assegnate e coloro che la praticano in zone libere: i primi hanno a disposizione solo tre giorni fissi a settimana, mentre i secondi possono scegliere tre giorni su cinque”. E poi una notazione riguardo le particolari disposizioni legate alla presenza dell'orso nei Monti del Cicolano e nelle zone speciali di conservazione (Zsc) delle gole del Velino, piana di Rascino e Monte Nuria, che rientrano nella zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. “Lo scorso anno - va avanti Cruciani - le squadre di caccia al cinghiale in braccata (con un organico molto ridotto rispetto a quelle da battuta o da cacciarella e un numero ideale di partecipanti compreso tra 15 e 20, ndr) operanti nelle zone sopra riportate sono state penalizzate non potendo esercitare la caccia a ottobre. Come segnalato, il transito dell'orso nel territorio non è sufficiente ad accertarne una presenza stabile, per cui sarebbe auspicabile l'adozione di provvedimenti meno restrittivi, uniformi con quelli già in vigore nella regione d'Abruzzo”. Quella delle proposte inascoltate dalla Regione sarebbe una problematica comune a tutti gli Atc del Lazio, tanto che di recente si è convenuto di fare azione comune verso la Regione per dare maggiore risalto alle esigenze di ciascun territorio. Alessandro Toniolli